Sciopero, Gilda a sindacati: a gennaio tutti uniti per la scuola

In primo piano

Fgu-Gilda aderisce agli scioperi proclamati dalle confederazioni sindacali del 1 e 12 dicembre. Appello per uno sciopero unitario della scuola
Fonte: http://www.gildains.it/

La Fgu-Gilda degli Insegnanti aderisce agli scioperi proclamati dalle confederazioni sindacali: quello generale di Cgil e Uil, che si svolgerà il 12 dicembre, e quelli del 1 dicembre indetti dalla Cisl per il pubblico impiego e dallo Snals Confsal per la scuola.

“Si tratta di iniziative – spiega il coordinatore nazionale Rino Di Meglio – che hanno motivazioni condivisibili, anche se nessuna risponde alla forte richiesta di uno sciopero unitario della scuola che arriva dagli insegnanti e da tutto il personale scolastico.
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Uno scatto d’orgoglio contro la mortificazione della professione docente

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#labuonascuola: domenica 23 novembre, ore 10,30, Gilda manifesta a Firenze

Uno scatto d´orgoglio contro la mortificazione della professione docenteCaro Renzi e cara Giannini, la buona scuola la stiamo già facendo noi!“.

E´ questo il messaggio che la Gilda degli Insegnanti lancerà al presidente del Consiglio e al ministro della Pubblica Istruzione e con cui scenderà in piazza a Firenze domenica 23 novembre. La manifestazione nazionale indetta dalla Gilda degli Insegnanti sarà presentata dal coordinatore nazionale Rino Di Meglio in una conferenza stampa che si svolgerà a Firenze giovedì 23 ottobre alle ore 10,45 all’interno dell´istituto alberghiero “Aurelio Saffi” (via Andrea del Sarto 6/A).
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MANIFESTAZIONE A FIRENZE, 23 NOVEMBRE 2014, contro la cattiva scuola governativa, il blocco di scatti e contratto

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A FIRENZE (143.5 KiB, 31 downloads)

Trasmettiamo le informazioni relative alla MANIFESTAZIONE NAZIONALE DELLA GILDA, il 23 NOVEMBRE PROSSIMO a FIRENZE
Nessuna spesa di viaggio: pullman tutti a carico della GILDA degli INSEGNANTI di MODENA.
Possono partecipare docenti iscritti e non iscritti all’associazione,  insieme ai familiari accompagnatori.
Coloro che intedono partecipare (ci auguriamo una collettiva assunzione di responsabilità)  sono pregati di scrivere a maxbonetti@gmail.com (direzione provinciale GILDA di Modena) indicando oltre al nome e cognome anche il numero di cellulare e il numero dei familiari accompagnatori. Si raccolgono le adesioni fino al giorno 18 novembre compreso.

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#labuonascuola: il sondaggio Gilda a Radio 24

Oscar Giannino intervista il responsabile del Centro studi Gilda, Gianluigi Dotti, nel programma “La versione di Oscar”
Fonte: http://www.gildains.it/

E´ al termine la consultazione voluta dal Governo sulla riforma della scuola, #labuonascuola.

La Gilda degli insegnanti ha intanto diffuso i dati del suo sondaggio sul Rapporto #labuonascuola, lanciato a pochi giorni dall´avvio della consultazione web del Governo.
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Organico funzionale: insegnante a disposizione del preside


Primo servizio di due.
Adolfo Scotto Di Luzio, docente di Storia delle istituzioni scolastiche ed educative all’Università di Bergamo, autore del libro “La scuola che vorrei”, pubblicato da Bruno Mondadori nel 2013, prima della Buona scuola di Renzi.
Il prof. Di Luzio è qui con noi ed è questo un primo incontro per riflettere insieme sul ruolo dell’insegnante nella scuola di oggi.
Domanda:
“Nel convegno, organizzato dal Centro Studi della Gilda a Roma il 6 ottobre scorso dal titolo: “La buona scuola che vorremmo”, lei ha sostenuto che l’insegnante non può essere ridotto a semplice “educatore” o “mediatore di cultura”. E’ questo, secondo lei, il ruolo che oggi svolge l’insegnante?”
“… un insegnante che ha un rapporto debole con la disciplina ha un’autonomia debole. Un insegnate che ha un’autonomia debole è un’insegnante debole, a disposizione di usi che possono essere molteplici.”

Qualche piccolo-grande motivo per presentare candidati e liste FGU- Gilda degli Insegnanti nelle prossime elezioni RSU

Per le RSU di marzo 2015

di Fabrizio Reberschegg

11 Novembre 2014 (3.4 MiB, 39 downloads)

Tra pochi mesi dovremo tornare a votare per le mitiche RSU di Istituto, istituzioni che, a detta di chi le ha immaginate mutuandole dal settore operaio, dovrebbero garantire democrazie e partecipazione delle relazioni sindacali nelle singole scuole. Dopo più di un decennio l’esperienza delle RSU non è stata certo esaltante. Invece di assistere ad un ampliamento degli spazi di contrattazione abbiamo subìto un loro drastico ridimensionamento soprattutto dopo il decreto Brunetta (D.lgs. 150/09). E’ prevalsa la visione, appoggiata da governi di centro-destra, centro-sinistra, tecnici e di “emergenza”, di una scuola governata dal dirigente-manager che deve “organizzare gli uffici” e comandare sui docenti come se fossero dei semplici impiegati esecutivi in nome del “diritto al successo formativo” degli allievi e degli interessi dei clienti (famiglie e studenti). Purtroppo la deriva cui stiamo assistendo non è mai stata voluta dalla Gilda-FGU ma da altri soggetti sindacali. Non entriamo in polemiche dirette ( che in questo momento di attacco alla funzione del Sindacato, ci paiono dannose) ma chiediamo ai colleghi di riandare con la memoria a tutti quei mutamenti che si sono rivelati nefasti per la scuola e per i docenti e di chiedersi chi li abbia condivisi e appoggiati e chi quindi ne abbia responsabilità. Per esempio:
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Pubblicato in RSU

Scontro frontale con i sindacati: un fuoco vero?

Le prossime elezioni delle RSU a marzo 2015 che in altri tempi avremmo considerato con un pizzico di noia e di peso, rivestono una importanza che trascende il loro significato primario di verificare la consistenza dei diversi sindacati. Noi crediamo infatti che esse assumano una valenza più grande nel momento in cui molti docenti si candidino nelle liste sindacali, meglio se della Gilda FGU ovviamente, e moltissimi docenti votino quei candidati. Sarà un tacito ma deciso messaggio a coloro che aspirano ad una società priva dei diritti per i più deboli, una società senza democrazia.

di Renza Bertuzzi

11 Novembre 2014 (3.4 MiB, 39 downloads)

Mentre la proposta su #la buona Scuola è ancora in una fase propagandistica, e nulla di concreto ad oggi è stato stilato in merito alle molte promesse (soprattutto relative all’ assunzione dei precari), lo scontro tra la politica del Presidente del Consiglio e i Sindacati appare più sostanzioso e, ahinoi, più convinto. Dalla fase di taglio netto dei distacchi sindacali nel Pubblico Impiego di cui abbiamo dato notizie nel numero scorso di questo giornale, si è passati ad uno scontro frontale che ha visto troppe affermazioni del Presidente Renzi – anche in terra straniera- di critica feroce contro l’ operato dei sindacati.
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