“Michele e Jan: due martiri del proprio tempo” di Raffaele SALOMONE MEGNA

Ho letto e riletto la lettera di Michele, il giovane friulano che il 31 gennaio si è tolto la vita ad Udine e sono sempre più convinto che il suo non è stato l’atto insano di un folle depresso, bensì un gesto di lucida ed implacabile protesta. Non ho conosciuto direttamente Michele, ma non mi è difficile capire chi fosse.

Sono un insegnante ed in più di trent’ anni di professione ho visto tanti giovani di buona volontà affannarsi a cercare la propria strada, una qualche sistemazione economica, che consentisse loro anche una pianificazione della propria vita affettiva. Questi nostri ragazzi studiano, sovente conseguono anche più di una laurea, hanno master, fanno colloqui, tirocinii, conoscono le lingue straniere, ma oggi in realtà sono solamente sfruttati e sottoposti ad inutili tribolazioni. Vorrebbero avere una vita normale come quella che hanno avuto i genitori, però quasi mai ciò è possibile e sono spesso costretti a vivere con la loro famiglia d’origine, privi di autonomia e di indipendenza economica.

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Prima e oltre la lettera dei 600 docenti universitarî “Contro il declino dell’italiano a scuola”

Riportiamo la trascrizione di un intervento all’odierno “Filo Diretto” della trasmissione di Radio Rai 3 “Prima Pagina” del nostro dirigente provinciale Flavio Tabanelli in merito alla lettera aperta dei seicento docenti universitarî indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri, alla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e al Parlamento, per sollevare finalmente un problema di sostanza della scuola: quello della irresponsabile trascuratezza nell’uso della nostra lingua.

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Necesse est ubi consistam

In questi tempi di post modernità e di società liquida, concetto tanto caro al compianto Baumann, mi viene da chiedere se esista l’ubi consistam dei grandi sindacati, quelli confederali tanto per intenderci, oppure se essi debbano essere considerati, a buon diritto, come post sindacati, cioè organizzazioni che partecipano a sterili liturgie, quali la stipula dei contratti collettivi, disancorate da qualsiasi umanesimo, ma solamente finalizzate ad attuare i desiderata del mondo politico o della finanza internazionale.

Sono, secondo le leggi attuali, soggetti necessari alla contrattazione.

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Domande di collocamento a riposo

La scadenza delle domande di collocamento a riposo è stata posticipata dal 20 gennaio al 23 gennaio 2017.

La sede della Gilda di Modena è ha disposizione per l’inoltro della domanda on line.  Prenotare al n. 059 305730

gildamodena

Mobilità 2017/18: la Gilda non firma l’intesa politica

Non recepita la nostra proposta di  eliminare qualsiasi discrezionalità da parte dei dirigenti scolastici
Fonte: http://www.gildains.it/

La Gilda riconosce e apprezza il lavoro delle delegazioni e l´impegno e la disponibilità della ministra che hanno permesso una svolta nelle relazioni sindacali.

Ritiene tuttavia che pur in presenza di aperture quali la deroga al vincolo triennale per tutti e la possibilità di esprimere alcune preferenze su scuola per tutti non si possa accettare che la maggior parte dei docenti venga collocata negli ambiti territoriali e sottoposta alla individuazione per competenze ovvero alla chiamata diretta.
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Professione docente: on line l’edizione di gennaio 2017

In questo numero: “É l’esperienza che fa il merito”. Confutati luoghi comuni e stereotipi di chi intende cancellare la progressione economica di carriera dei docenti.

01 Gennaio 2017 (1.9 MiB, 46 downloads)

E´ l´ esperienza che fa il merito. Di Gianluigi Dotti – APE “regina” di contraddizioni. Di Vittorio Lodolo D´oria – Stress da card. Di Gianluigi DottiIl bonus del merito: poca o nessuna trasparenza. Perché? Di Fabrizio ReberscheggSiamo naturaliter storia e memoria. Intervista a Ivano Dionigi. Di Renza BertuzziIl web: la favola bella che oggi ci illude (e ci rinchiude). Di Renza BertuzziDiciamolo … Di Mariapia Lionello1923: dalla Weimar multiculturale alla dottrina religiosa di Gentile. Di Piero MorpurgoIn pensione dal 1° settembre 2017. Di Rosario Cutrupia