Retrospettiva sulle dimissioni di Mario Ricciardi

In primo piano

Cari Colleghi,

Quattro giorni fa il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo di Gianna Fregonara dal titolo Riforma della scuola: scontro al ministero, si dimette il consigliere di Bianchi.

«C’è maretta al ministero dell’Istruzione. […] Bianchi non aveva messo in conto però […] le dimissioni [di Mario Ricciardi] suo consulente per i rapporti con i sindacati e per la gestione del contratto, il cui iter è stato appena avviato».

Per capire la posizione per la quale «Ricciardi se ne è andato», abbiamo estratto alcuni spezzoni del suo intervento a un convegno del 20 febbraio 2019, “Autonomia differenziata e istruzione”, promosso da CISL Scuola e IRSEF IRFED (https://youtu.be/uoc3K_e6EJY)

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Liceo breve, miope obbedienza alla tecnocrazia e all’austerità?

Segnaliamo ai lettori due recenti articoli di ROARS.it di analisi della “sperimentazione” dei “licei brevi”, introdotta dal ministro L. Berlinguer –  responsabile della fallimentare riforma universitaria del «tre + due = zero» – e già data per assodata in tutte le scuole superiori dal ministro Cingolani, nel noto lapsus contro lo studio «tre o quattro volte [del]le guerre puniche nel corso di dodici anni di scuola».

10 gennaio 2022 – Più ombre che luci sui diplomi quadriennali
14 gennaio 2022 – Il ministro estende l’imbroglio del “liceo breve”

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Documenti e riflessioni sul solco tracciato per la scuola

Proponiamo ai colleghi la lettura dei seguenti due documenti, prodotti negli ultimi mesi da docenti e intellettuali, documenti che hanno in comune l’analisi del “Piano Bianchi” partendo dal documento della Commissione e dal libro del nuovo ministro dell’Istruzione. Continua a leggere

Ricerca e miopia della classe dirigente

Dall’autore di Segmenti e Bastoncini, Lucio Russo:

«Ricordiamo, ad esempio, l’obiettivo, sbandierato in continuazione, di colmare il divario con gli altri paesi sviluppati nel numero di laureati. Naturalmente la scarsità di nostri laureati è un problema serio se lo si vede come un indice del numero insufficiente di persone professionalmente preparate rispetto ai bisogni della società. La miopia porta invece a confondere il mezzo con il fine, perseguendo l’obiettivo di aumentare il numero dei diplomi di laurea indipendentemente dalla realtà certificata da quei documenti. I governi hanno infatti deciso di stimolare le università ad aumentare la propria produzione di diplomi legando i finanziamenti al numero di lauree sfornate e penalizzando gli atenei con un più alto numero di abbandoni. Continua a leggere