Riflessioni intorno alla didattica a distanza

A Hiroshima i soccorritori raccontavano della loro angoscia di fronte alla scelta di chi salvare e chi lasciar morire, nell’impossibilità di salvare tutti, e del loro senso di colpa nei confronti di chi non avevano potuto salvare, dato che inevitabilmente non si poteva che soccorrere una sola persona per volta: scelta, ovviamente, contraria ad ogni umanità, e tuttavia meno inumana di quella di chi, in nome di un malinteso senso di giustizia e di uguaglianza, avesse scelto di non soccorrere nessuno e di lasciar morire tutti, per non far torto a nessuno. Cosa che, ovviamente, nessuno ha fatto.

Summum ius, summa iniuria, verrebbe da dire in casi come questo: fatte le debite proporzioni, mi pare che lo stesso discorso si possa fare a proposito della DAD e dell’opportunità di ricorrervi in circostanze eccezionali come quelle attuali. Continua a leggere

Uno sfogo sulla didattica a distanza

Di seguito lo sfogo di un collega che, come tanti, prima ancora di ricevere indicazioni, pressioni o altra da Ministro, dirigente o genitori, ma animato da senso civico e dedizione, si è messo di buona lena a pensare ed inventare per cercare di salvare il salvabile.
Forte la delusione dovuta, nonostante l’enorme sforzo di tanti insegnanti, al non riconoscimento sociale. Continuiamo a pagare il prezzo della propaganda che per decenni ha smontato l’autorevolezza e la dignità dei docenti. Continua a leggere

Perplessità della Gilda degli Insegnanti su metodo e merito del decreto legge sulla scuola

DECRETO SCUOLA, GILDA: PERPLESSITÀ SU METODO E MERITO

“Considerata la straordinarietà della situazione di emergenza e l’approssimarsi della fine dell’anno scolastico, comprendiamo la necessità di adottare misure in tempi rapidi, ma ciò non giustifica il mancato coinvolgimento delle organizzazioni sindacali rappresentative di un milione di lavoratrici e lavoratori del mondo della scuola. Continua a leggere

Didattica a distanza: problemi di comunicazione scuola famiglia

In questi giorni capita spesso a docenti di subire rimostranze in “consigli telematici” in cui sono invitati genitori che si sentono in diritto di sindacare sull’operato.
Capita inoltre che rappresentanti dei genitori inviino email con elenchi di richieste, spesso indirizzate a singoli docenti, che i dirigenti inoltrano ai rispettivi consigli di classe affinché si adeguino.
Prendendo spunto da una di queste email, ho scritto le seguenti riflessioni.
Le rimostranze dei genitori dimostrano chiaramente che noi stiamo sbagliando almeno a due livelli: quello comunicativo e nell’utilizzo degli strumenti.
A livello comunicativo stiamo dando (non solo le singole scuole, ma tutta l’informazione) un’idea sbagliata di quello che è possibile fare con la didattica a distanza, cioè che si può tranquillante compensare il fatto di non frequentare materialmente la scuola. Si va addirittura oltre, viene velatamente trasmesso il messaggio che la didattica a distanza può essere migliore in quanto tecnologica e quindi adatta ai “nativi digitali” (difficile immaginare una definizione più sbagliata: in realtà sono analfabeti digitali), più moderna, più vivace. Continua a leggere

Una lettera di una docente sulle condizioni della cosiddetta “didattica a distanza”

Buongiorno,
 
sono un’insegnante, mi chiamo A. Z. e scrivo per chiedere lumi riguardo i comportamenti da adottare in questi straordinari frangenti e per condividere alcune estemporanee riflessioni con chi le vorrà leggere.
 
Ho visto quanto riportato nel sito del sindacato e, naturalmente, traggo conclusioni che NON concordano con le direttive del mio DS di cui riporto solo l’ultimo esempio.

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