Il Liceo Classico in 4 anni? Formazione “Al Microonde”…

Da PROFESSIONE DOCENTE FEBBRAIO

02 Febbraio 2014 (3.1 MiB, 1381 downloads)

Una autorizzazione ministeriale ”a scatola di montaggio da assemblare” e una tardiva delibera Collegiale ”a scatola chiusa”, come recitava la pubblicità di una nota marca di pomodori pelati dei Carosello della mia infanzia…

di Giovanni Calò

Il metodo (un esempio tra i tanti di come si introducono democraticamente le sperimentazioni nella scuola)

Giovedì 21 novembre, tarda serata. Appena finita un’altra serata di lavoro sui compiti in classe; un’altra penna rossa, l’ennesima, in via di svuotamento di inchiostro rosso. Me le sto conservando tutte da 26 anni, (inizio carriera)… giunto al traguardo della pensione le attaccherò su un disco enorme, tutte a raggiera, con la punta verso il centro su cui campeggerà la scritta ”PENSIONE”… (chissà se ci arrivo…). Accendo il computer… meccanicamente scarico la posta elettronica. L’occhio cade (e il cuore sobbalza) su un messaggio di Lalla Elefante, la mia Coordinatrice Provinciale della Gilda di Bari: ”ORROREEEE! Il Flacco ha approvato la riduzione a 4 anni!!! Gianni, ma tu, dov’eri???”.

Basito, disorientato, sconcertato, ho iniziato ad innescare un ”monologo interiore” in stile Joyciano, per fare mente locale su cosa mi avesse alienato a tal punto… ”vuoi vedere che c’è stato un Collegio Docenti la settimana che andai in Spagna per il Comenius Multilaterale?” … ”ma no, non può essere, l’avrei saputo…” … ”vuoi vedere che hai saltato un collegio per motivi sindacali e ti hanno portato presente in ossequio al tuo ruolo di sindacalista?”… ”ma no, non l’avrebbero mai fatto, figurati!”… …notte insonne, incubi e agitazione.

Venerdì 22 vado a scuola un po’ prima. Stampo in laboratorio linguistico il documento del MIUR attestante l’ottenuta autorizzazione alla sperimentazione di un corso di studi quadriennale nel mio liceo e chiedo un po’ in giro a qualche collega… ”ne sai niente, tu…?” Tutti, ma proprio tutti cadono dalle nubi, come nell’omonimo film del nostro conterraneo Checco Zalone. Apprendo che martedì 26 è fissato un Collegio dei Docenti per discutere sulla, ormai già autorizzata ”sperimentazione”.

Il fatidico giorno arriva. Ore tre del pomeriggio. Alta tensione nell’aria. La seduta inizia con un lungo ”spot promozionale” del Dirigente Scolastico, su tutti i grandi benefici di questa sperimentazione, in particolare il ”gioco di prestigio” di riuscire da un lato ad abbassare – e di molto – il monte-ore di lezioni (ovvero di servizi pubblici) agli studenti del neo-istituendo corso, in molte materie di studio, tra le quali la mia, lingua e letteratura inglese, e dall’altro lato, senza tagliare una sola ora di lezione ai docenti, e quindi senza neppure un remoto rischio di contrazione o riduzione degli organici. E’ questa, oggi, nell’era dell”’Autonomia Scolastica”, la ”formula magica” più in voga… La concorrenza tra gli Istituti, la gara a colpi di POF tra i Dirigenti Scolastici nel contendersi quegli studenti sfuggiti alla contrazione delle nascite figlia dell’ormai endemica crisi economica del nostro martoriato Paese, il terrore del dimensionamento del proprio istituto, l’angoscia di dover frazionare le cattedre degli ultimi in graduatoria, tutto ciò motiva e a ragion veduta, qualunque compromesso con l’intransigenza professionale, dai ”debiti” ”sanati” con una valutazione che da due passa a sei in tre o quattro discipline a settembre, essendone già passate altre tre o quattro dal cinque al sei a giugno… ed ora, l’ultimo ”prodotto speciale” per il ”nuovo che avanza” perchè… ”l’Europa ce lo chiede”… la riduzione del percorso di studi di liceo classico da cinque a quattro anni.

Nella lussuosa aula magna del mio glorioso Liceo, dalle poltrone rosse e dall’odore di interni di una lussuosa vettura appena acquistata, il Dirigente apre il dibattito. Molti intervengono, ma si gira intorno al problema tra le indignazioni di qualche collega, le perplessità e paure di qualcun altro, i tristi presagi di altri ancora. I Colleghi sono seduti in assetto strategico: I ”pro-riforma” da un lato del corridoio dal lungo tappeto rosso che ne marca lo ”spartiacque” centrale, gli ”anti-riforma” dall’altra parte, col sottoscritto – come sempre seduto all’ultima fila, sulla poltroncina rossa ad angolo col corridoio centrale. Dopo aver lasciato campo libero e libero sfogo alle frustrazioni degli ”anti-riforma” in un continuo rimpallo polemico di questioni di ”metodo” senza mai entrare nel ”merito” della sperimentazione, il ”merito” viene finalmente illustrato in maniera altrettanto suadente e pubblicitaria dai ”pro-riforma”. Molti mi guardano e qualcuno mi sussurra… non intervieni…? Parlo quasi per ultimo ed inizio mostrando i documenti inviatimi dalla Gilda che – apprendo in quel momento – nessuno non soltanto non aveva mai visionato, ma neppure sapeva esistessero. Suscito nel mio Dirigente una reazione infastidita prima, irata poi, come se stessi mostrando documenti segreti giratimi da ”WikiLeaks”. Vengo ovviamente interrotto, minacciato di ritorsioni, tacciato di ”poca onestà”, accusato di aver (s)parlato in giro in termini di ”illiceità” della procedura di richiesta di autorizzazione alla sperimentazione (cosa, ovviamente, da me mai neppure pensata, non foss’altro che per mancanza del tempo materiale)…

Il merito (di una sperimentazione introdotta democraticamente nella scuola)

Rimasto senza il sostegno. Sono costretto, quindi alla ”ritirata” senza poter entrare nel ”merito” della questione. Se avessi potuto farlo, avrei fatto riflettere i Colleghi tutti, non solo gli ”anti”, ma, magari anche qualcuno dei ”pro”, che…

1) la richiesta di autorizzazione è datata 20 marzo 2013 e nessuno ne sapeva nulla;

2) il lunghissimo e ben redatto progetto della sperimentazione del così battezzato ”Liceo Internazionale” quadriennale si è probabilmente redatto e stampato da solo, visto che nessuno – dichiaratamente – vi ha collaborato;

3) che la sintesi di tale progetto è che esso, che appare una ripresa di vecchie proposte innovative, è costruito su belle parole in voga dall’inizio dell’autonomia scolastica: ‘potenziamento dell’apprendimento integrato’, ‘potenziamento dell’apprendimento delle lingue straniere’, ‘sfida alla globalizzazione’, ”internazionalizzazione’, ‘intercultura’… ma, in realtà ingenera forti perplessità:

– L’introduzione di 1 h settimanale all’anno di Francese (4 h mensili totali): A che serve se non a giustificare il nome ”Internazionale” del progetto sperimentale?

– La didattica per competenze? non la si attua già?

– L’innovazione della funzione docente? ricerca-azione, competenze di tutoring, èquipe pedagogica e il docente che scende dalla cattedra sono concetti che si ritrovavano già all’epoca di Berlinguer. Di morattiana memoria è invece l’introduzione del portfolio.

– I destinatari sono soltanto gli studenti più capaci, selezionati all’origine, il chè determinerà: A) un abbassamento delle potenzialità degli studenti dei restanti corsi quinquennali; B) una ”concorrenza sleale” dei fruitori della ”corsia preferenziale” che, di fatto, arriverebbero con un anno di anticipo all’università o nel mondo del lavoro ancorchè riuscissero a mantenere inalterato il loro alto rendimento in tutte le discipline e per l’intero quadriennio di studi, malgrado l’aumento del monte-ore giornaliero a 6 ore quotidiane; E se non vi riuscissero? Ricomincerebbe il tormentone dell’ individuazione degli obiettivi minimi da raggiungere? Si praticherebbe anche lì la ”sanatoria dei debiti farlocchi” all’insegna del ”tutti promossi”?

– Potrebbe, altresì – magari in quest’ultimo caso, – accadere, invece, che la quadriennalità attiri, nel medio e lungo termine, i meno motivati allo studio.

– Poichè anche la sezione (aggiuntiva rispetto a quelle esistenti, che non dovrebbero essere ”intaccate” dal nuovo corso) è selezionata all’origine, i docenti – sia quelli ”pro”, che probabilmente avranno già dato la loro disponibilità – sia quelli ”anti”, per poter (o dover) essere ”trasferiti” nella nuova, ”luccicante” corsia preferenziale, quella che ho ribattezzato ”la formazione al microonde”, saranno, inevitabilmente costretti a subire un ”rimpasto” che sconvolgerebbe la continuità didattica di tutti gli altri corsi .

Entrando più approfonditamente nel merito, e facendo riferimento alla tabella qui allegata di comparazione tra il quadro-orario dei Corsi che resteranno quinquennali, e quello del nuovo ”Liceo internazionale”, se si esclude l’accenno alle attività internazionali, l’imposizione della storia quale materia di trattazione in inglese (CLIL) all’esame di Stato e la pallida introduzione del francese, il progetto si risolve in una risistematizzazione dei quadri orario che, attraverso l’introduzione delle ore di copresenza, vorrebbe recuperare la vecchia strutturazione delle cattedre, quella che c’era quando l’insegnante di italiano, latino e greco, passava da una disciplina all’altra facendone cogliere le interconnessioni.

Non si può non considerare, però, data la congiuntura economica nazionale, i vincoli del ”Patto di Stabilità”, i pluri-decennali tagli alla spesa per la pubblica istruzione e a certi annunci ad effetto di qualche ministro dell’Istruzione, tipo l’aumento delle ore di insegnamento a ventiquattro settimanali, e la riduzione indiscriminata e obbligatoria di un anno nel percorso di studi della Scuola italiana più volte risuonati nelle aule parlamentari, che le copresenze, finora, sono state l’anticamera dei tagli orizzontali, dolorosi perchè indiscriminati e posti in essere per decreto legge (vale a dire per fare cassa) dallo Stato, dalla sera alla mattina.

Ad ogni modo sta di fatto che il ”magico” Liceo Internazionale del mio Istituto Classico pur senza sconvolgere gli organici (e quindi senza far perdere il posto a nessuno), prevede che le materie: italiano, latino e greco perdano complessivamente 3 ore, per via delle copresenze, (*) e che, per l’inglese, le ore di effettivo insegnamento disciplinare si riducono da 15 a 12, proprio perchè le altre 3 ore sono destinate alla copresenza in ”geostoria” ovvero ad assistere l’insegnante di storia nella sua trattazione della disciplina in inglese. Naturalmente – come insegnante di inglese mi sono chiesto – senza averlo potuto fare in Collegio – se la correzione dei compiti di inglese dovrà prevedere la trattazione di argomenti di geostoria… Chi attribuirà i voti, il docente di inglese, quello ”CLIL” di geostoria, o come agli esami di Stato, collegialmente… E gli assistenti linguistici e i lettori di madrelingua dove e quando si inseriranno… insomma una autorizzazione ministeriale ”a scatola di montaggio da assemblare” e una tardiva delibera Collegiale ”a scatola chiusa”, come recitava la pubblicità di una nota marca di pomodori pelati dei Carosello della mia infanzia…

‘Last, but not the least”, come spesso gli inglesi dicono, occorre notare che è pur vero che grazie al ”Liceo Internazionale” appena ”varato” dal mio glorioso Liceo Classico, con 39 voti favorevoli, 19 contrari e 5 astenuti, l’Italia si allinea con altri stati europei, nei quali si completa l’istruzione un anno prima, ma è anche vero che, in questo modo, i giovani italiani, in grandissima parte, vengono formati per arrivare prima a godere di un anno in più di disoccupazione, avendo – il chè è ancora più grave, – un anno in meno di lezioni scolastiche liceali altamente formative e soprattutto poco, assai poco costose per le tasche dei genitori. Ci si chiede, logicamente, allora: perchè mai l’università ha istituito corsi di 5 anni, in sostituzione dei tradizionali corsi di 4 anni? Forse per istituire una ”laurea breve” che non ha alcun valore? Forse per poter, poi, dar corpo ad una ”laurea specialistica” che assai spesso promette molto più di quello che è capace di mantenere? O forse solo perchè la stessa università possa godere dei vantaggi economici dell’ incremento di un anno, visti i costi delle tasse universitarie? Saremo, forse, maligni a nutrire questo non così infondato sospetto! Però così i conti tornano: un anno di scuola statale in meno, gratuita – o quasi – compenserà il quinto anno universitario in più, con costo a carico delle famiglie! Un bel risparmio per lo Stato, non c’è dubbio, ma ci si allinea all’Europa, come sempre, a spese delle tasche dei Cittadini Italiani.
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(*) Riferendosi al quadro sinottico degli orari, va considerato che, laddove vengono rilevate 6 ore di copresenza (1 di italiano, 3 di latino e 2 di greco), esse corrispondono a mezz’ora ciascuna, perchè vanno divise fra i 2 docenti in copresenza, per cui 6 h di copresenza corrispondono, a livello temporale, a 3 ore effettive di lezione.
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(*) Giovanni Calò – Dirigente Provinciale Gilda degli Insegnanti di Bari – T.A.S. nel Liceo Classico Statale ”Quinto Orazio Flacco” – Bari – Docente di Lingua e Letteratura Inglese.

ALLEGATI