Nella scuola la speranza di un futuro migliore

Il nostro paese può superare la crisi solo con una buona scuola e con docenti di elevato profilo
di Rino Di Meglio

06 Giugno 2014
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Affermare che viviamo, come comunità nazionale, in un momento di crisi non rende assolutamente l’idea della gravità storica del momento. L’Italia a marcia indietro non si era mai vista dalla fine del conflitto mondiale, eppure la stiamo vivendo: un tracollo economico con la disoccupazione a due cifre, valori condivisi sempre più evanescenti , una politica che è semplicemente espressione della crisi.

La vita nella scuola sotto il profilo professionale e sindacale ovviamente è espressione di questo momento storico: un governo di centro destra ha tagliato gli organici e ha iniziato a ridurre il ruolo del sindacato, bloccando infine il rinnovo dei contratti; il governo tecnico ha proseguito nel solco ed infine il governo di centro-sinistra non sembra aver la benchè minima intenzione di toccare la riforma Brunetta, anzi sta preparandosi a limitare pesantemente la sfera d’azione sindacale, abolendo le prassi di ”concertazione” instaurate a partire dall’ accordo Governo-Confederazioni nel lontano 1993. Quelle prassi- è bene ricordarlo- che vedono riuniti i rappresentanti del governo e quelli dei lavoratori, con l’ intento di trovare soluzioni condivise ai problemi generali e che hanno conosciuto, in passato, successi importanti.
Una garanzia per i diritti dei lavoratori.

E’ possibile poi che, soprattutto nel pubblico impiego, si verifichi nel prossimo futuro una condizione di grave difficoltà per la rappresentanza sindacale.
Negli ultimi anni, di fronte alle emergenze che hanno colpito la scuola, la Gilda-FGU ha responsabilmente trovato momenti di unità e di alleanza con gli altri sindacati contro i tagli indiscriminati alla scuola pubblica; contro il furto degli scatti di anzianità; per la soluzione del dramma del precariato, riuscendo ad ottenere anche dei risultati: recupero degli scatti 2010, 2011 e fra pochi giorni, si spera, quelli del 2012, e , voglio ricordare il piano triennale di assunzione dei precari, in procinto di essere rinnovato.

Oltre a ciò abbiamo voluto conservare gelosamente le radici della nostra diversità, quelle che ci vedono innanzi tutto come la più forte organizzazione professionale di insegnanti, con obiettivi specifici che travalicano i rinnovi contrattuali ed attengono intimamente al nostro essere professionisti dell’istruzione.

Per questo la Gilda-FGU continua a rivendicare non solo un trattamento economico dignitoso, che non sia connesso esclusivamente alle elemosine del fondo d’istituto, ma anche a chiedere che si realizzi un quadro normativo che metta luce il ruolo centrale della docenza nella scuola, con uno stato giuridico che, in un quadro di certezze su diritti, doveri e responsabilità, sia anche attuazione del dettato costituzionale sulla libertà di insegnamento.

La realizzazione di un contratto specifico è oggi più che mai l’unica prospettiva seria di valorizzazione della professione docente. Accompagnata ineludibilmente da un organismo nazionale che garantisca la tutela della libertà di insegnamento rispetto ai poteri della dirigenza scolastica.

Per tutto questo e in aggiunta ai nostri obiettivi, crediamo che sia necessario dialogare con l’opinione pubblica per denunciare il fallimento di un’autonomia scolastica che ha rafforzato i poteri dirigenziali a discapito della vera autonomia che è quella della cultura e della docenza.

Così come il Paese ha interesse ad avere una buona scuola, ugualmente i docenti hanno interesse ad una professionalità di elevato profilo: riuscire a creare un’alleanza tra questi due interessi può dare la speranza di un futuro migliore.

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