Scuola in ospedale: diritto all’istruzione, diritto alla salute, diritto ad essere se stessi

di Mario Cistulli

04 Aprile 2014 (3.8 MiB, 1333 downloads)

Una preziosissima possibilità di arricchimento umano e professionale ma anche carica di importanti elementi di criticità da tenere in attenta considerazione.

Le sezioni di scuola in ospedale nascono per rispondere primariamente alle esigenze di istruzione-formazione degli alunni ricoverati, per garantire loro il diritto allo studio e permettere così di continuare il proprio percorso scolastico.
Non solo. La scuola costituisce infatti un elemento fondante per la crescita e la costruzione dell’identità dei ragazzi, e la sua mancanza può costituire un ostacolo per lo sviluppo organico della personalità.
Inoltre, la frequenza della scuola in ospedale offre agli alunni la possibilità di vivere un aspetto di normalità nella difficilissima situazione della malattia e di percepirsi come persone in grado di agire nel mondo fattivamente e positivamente; nel corso degli anni, questo si è rivelato un ulteriore ausilio al percorso terapeutico.

La mia esperienza
Presto servizio nella scuola secondaria superiore presso il Policlinico Umberto I, il Liceo Scientifico ‘Umberto I – sezione ospedaliera’, e in questo scritto riassumerò alcuni aspetti di questa esperienza.
La denominazione ”Liceo Scientifico” non deve trarre in inganno: infatti il servizio è rivolto ad alunni di tutti gli indirizzi delle scuole superiori, seguendo le indicazioni inviate dalle scuole di appartenenza. Non essendo possibile avere in organico tutte le discipline, per erogare quelle di indirizzo vengono realizzati accordi con le scuole di provenienza, oppure stilati progetti per il finanziamento.
I reparti in cui operiamo attualmente sono: Ematologia, Neuropsichiatria Infantile, Centro Disturbi del Comportamento Alimentare, Clinica Pediatrica; inoltre siamo scuola capo fila di una rete di Istituzioni romane che sostengono i pazienti della Fondazione Policlinico Tor Vergata.
Ogni reparto ha una sua specificità di struttura, di organizzazione e di modalità di interventi; per motivi di sinteticità esporrò brevemente alcuni aspetti del lavoro in due sole delle suddette Cliniche.
Nella Pediatria del Dipartimento di Biotecnologie Cellulari ed Ematologia insegniamo prevalentemente a studenti con leucemie o linfomi; per questo, le lezioni sono svolte quasi sempre in reparto, a livello individuale, nella stanza dello studente ricoverato, in un ambiente con precise e rigorose norme igieniche, per evitare che i pazienti contraggano infezioni in momenti in cui le loro difese immunitarie sono molto basse. Quando è possibile, le lezioni sono svolte nell’aula della scuola o nel reparto di day-hospital.
Nel Dipartimento di Pediatria e Neuropsichiatria Infantile insegniamo nei reparti degenze diurna e ordinaria; le lezioni, a seconda del tipo di percorso seguito dagli alunni, possono essere sia individuali sia in gruppi più o meno piccoli.
In questo contesto, nel corso del tempo si sono evidenziati tre aspetti:
– la sofferenza psichiatrica è in aumento esponenziale negli adolescenti (che ne sono toccati in numero e con gravità progressivamente crescente);
– la scuola in ospedale è un elemento molto importante anche per favorire il processo di guarigione: in questo contesto gli alunni hanno la possibilità di affrontare in un ambiente protetto caratteristiche che nel corso del tempo sono state concausa della malattia e anche di prendere coscienza e stimolare le loro abilità salutari;
 la scuola in ospedale permette di porre un argine alla dispersione scolastica, in un’area come quella della salute mentale dove la percentuale di abbandoni scolastici è molto alta.

Cosa comporta insegnare in Ospedale
Insegnare in ospedale è per noi docenti una possibilità preziosa di sperimentare una realtà che si dimostra pienamente viva e pulsante; abbiamo bisogno di disponibilità e apertura per ascoltare lo studente e poter entrare in contatto con la sofferenza degli alunni e delle famiglie, nonchè della consapevolezza di esporci a una situazione altamente stressogena e della necessità di coltivare duttilità, equilibrio, spirito di adattamento.
Inoltre, abbiamo l’esigenza di interagire con le èquipe sanitarie (medici, infermieri, psichiatri, psicoterapeuti, ecc.) rispettando la specificità dei diversi ruoli nei vari contesti di cura, per integrare gli interventi affinchè siano il più possibile utili ed efficaci.
Dobbiamo poi mantenere i contatti con le scuole di appartenenza degli alunni, non solo per assolvere le procedure necessarie (programmazioni, relazioni, valutazioni, ecc.) ma anche e soprattutto per una positiva collaborazione con i docenti delle loro classi, che ponga le basi per un positivo rientro nella loro scuola.
Infine, dobbiamo avere approcci diversi con gli studenti – a seconda della loro condizione psicofisica delle loro caratteristiche, della loro disponibilità – e porci nella condizione di insegnare in un modo sempre cangiante, aperto, flessibile, sperimentando soluzioni e modalità d’interazione sempre nuove; in questo senso, la scuola in ospedale rappresenta una sfida ed uno stimolo per l’innovazione e la ricerca didattica sul campo.
È evidente come siano necessari flessibilità, equilibrio, apertura e spirito di adattamento, anche in relazione all’inevitabile impatto emotivo, che – se non preso in considerazione – nel corso del tempo può esprimersi sotto forma di profonda sofferenza psicofisica. Questa esperienza rappresenta dunque una preziosissima possibilità di arricchimento umano e professionale; al tempo stesso presenta importanti elementi di criticità da tenere in attenta considerazione.

Le Scienze motorie in Ospedale
Nella scuola in ospedale, le Scienze Motorie e Sportive – disciplina comune a tutti gli anni di corso e a tutti gli indirizzi della scuola secondaria di secondo grado – sono una componente fondamentale e indispensabile, come ampiamente dimostrato nel corso degli anni, anche attraverso ricerche effettuate, interazioni e feedback con l’èquipe sanitaria, scritti pubblicati.
Gli adolescenti sono costretti ad affrontare un radicale cambiamento psicofisico – tappa fondamentale della loro evoluzione – che comporta una crisi e un travaglio inevitabili per la crescita, con disagio e insicurezza nei confronti del proprio corpo. Gli alunni delle scuole secondarie superiori ricoverati nelle diverse cliniche del Policlinico Umberto I esperiscono un ulteriore enorme disagio: qualsiasi malattia ha un’influenza diretta sul corpo, che in breve tempo cambia drammaticamente e diventa l’espressione e la testimonianza evidente delle sofferenze vissute dallo studente.
Risulta chiara e imprescindibile la necessità di un lavoro sulla percezione e padronanza della propria corporeità, sulla rielaborazione dello schema corporeo e degli schemi motori di base, elementi fondamentali per integrare la propria immagine corporea a livello dell’identità personale, e quindi per la costruzione dell’identità dell’alunno, complessa e spesso deficitaria nell’adolescenza.
Attraverso le Scienze Motorie e Sportive – nel rispetto delle Indicazioni Nazionali e delle Linee Guida del M.I.U.R. e in interazione sinergica con le altre discipline curriculari – è possibile recuperare, mantenere e stimolare un equilibrato sviluppo psicofisico, agevolare la ricostruzione dell’unità psicosomatica; inoltre si possono favorire : la consapevolezza dei propri stati emotivi, la conoscenza di sè, la concentrazione, la calma, l’autostima, l’autocontrollo, il benessere psicofisico.
In sintesi, gli alunni possono sperimentare la possibilità di riacquistare il contatto con le proprie risorse – riscoprendole – e di stabilire un rapporto salutare con il proprio corpo, con se stessi, con gli altri.

Ringrazio l’Amministrazione Scolastica per aver sostenuto nel corso degli anni la scuola in ospedale; auspico che questa esperienza venga sempre più riconosciuta e valorizzata in tutti i suoi molteplici aspetti al servizio degli alunni, del loro percorso scolastico, della loro evoluzione come persone e cittadini.

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Mario Cistulli è Docente di Scienze Motorie e Sportive presso il Liceo Scientifico ”Umberto I – sezione ospedaliera

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