Cosa cambia per il sostegno

Da PROFESSIONE DOCENTE FEBBRAIO

02 Febbraio 2014 (3.1 MiB, 1350 downloads)

L’opinione. Perchè dico sì all’ unificazione delle aree di sostegno.
L’articolo apre un dibattito sul tema. Attendiamo altri contributi anche di diverso parere
di Antonazzo Antonio e Pasquale Rescigno

Con l’approvazione della legge 128/13, le attuali 4 aree (scientifica, umanistica, tecnica-professionale-artistica e psicomotoria) previste per l’insegnamento del sostegno vengono unificate; anche per la scuola secondaria superiore quindi, al pari di quando avviene in tutti gli altri ordini e di scuola, ci sarà un elenco unico di sostegno a prescindere dalla classe di concorso di provenienza. 
Tale unificazione avverrà però gradualmente ed in maniera differenziata a seconda della tipologia di graduatoria.
Per quanto concerne le graduatorie ad esaurimento, il prossimo aggiornamento con validità 2014/17, avverrà ancora con le vecchie regole e quindi ognuno rimarrà nella propria area di competenza con il proprio punteggio aggiornato. Lo stesso avverrà per la prima fascia delle graduatorie di istituto.

Pertanto, nel prossimo triennio, gli incarichi sia a tempo determinato che a tempo indeterminato, verranno assegnati suddividendo il contingente nelle 4 aree attuali.
Nulla cambia quindi.
Invece, la seconda e la terza fascia di istituto, presenterà un unico elenco di sostegno ed ognuno potrà concorrere ad un incarico su posto di sostegno con il proprio punteggio senza distinzione di classe di concorso.
L’unificazione verrà completata nel successivo aggiornamento previsto nel 2017. A quel punto ci sarà un solo elenco di docenti con specializzazione sul sostegno e tutte le nomine verranno assegnate sulla base del punteggio acquisito.
(Antonio Antonazzo)

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L’opinione


Perchè dico sì all’ unificazione delle aree di sostegno
Sono un docente di Diritto ed Economia, classe di concorso A019, laureato in Scienze Politiche, che da dieci anni insegna sul sostegno area tecnica – professionale – artistica nelle scuole superiori.
Il Decreto Istruzione ha previsto l’unione delle 4 aree di sostegno della scuola superiore di secondo grado, in un’unica area. Tale suddivisione era stata prevista dall’O.M. n. 78 del 23.03.1993 in seguito ad un’errata interpretazione dell’art. 13 comma 5 della legge 104/92. («nella scuola secondaria di primo e secondo grado sono garantite attività didattiche di sostegno, con priorità per le iniziative sperimentali di cui al comma 1, lettera e), realizzate con docenti di sostegno specializzati, nelle aree disciplinari individuate sulla base del profilo dinamico-funzionale e del conseguente piano educativo individualizzato») – dove l’espressione «nelle aree disciplinari» era riferito alle «attività didattiche» e non ai «docenti specializzati».
Dal 2014 le aree scientifica, umanistica, tecnica – professionale – artistica e psicomotoria non esisteranno più nella II e III fascia d’istituto mentre dal 2017 l’unificazione riguarderà anche le graduatorie ad esaurimento e la 1^ Fascia di istituto.
Tale novità ha determinato delle profonde discussioni tra i precari della scuola e diverse sono state le discussioni che si sono susseguite in rete.
Personalmente, sono favorevole all’unificazione delle aree in quanto ritengo che ai Docenti di sostegno viene chiesto (sia da parte degli Istituti, ma sempre più spesso dalle famiglie) di sopperire a tutte le necessità dell’alunno, di seguirlo in un determinato percorso di studi senza escludere nessuna materia. Ed ecco che in tutti questi anni ho dovuto avvicinarmi a molte materie che non erano strettamente collegate all’area di sostegno a cui appartenevo, ma che tuttavia erano fondamentali per la crescita del ”mio alunno”.
Un altro problema è legato alla ripartizione delle discipline all’interno delle quattro aree. Ad esempio mentre nell’area tecnica AD03 confluiscono i docenti di ben 133 discipline diverse, nell’area psicomotoria AD04 quelli di una sola. Tutto ciò è assurdo in quanto tali docenti hanno seguito lo stesso corso per ottenere il titolo di specializzazione.
Tale meccanismo è ancora più sbagliato se pensiamo che insegnanti con punteggi alti rischiano di restare disoccupati in quanto appartenenti ad un’area meno ”favorevole”.
Inoltre, l’individuazione dei docenti di sostegno da parte delle scuole, dovrebbe essere il risultato del lavoro di più ”specialisti” ma nella realtà non sempre questo avviene. Infatti la richiesta dei docenti di sostegno da parte delle scuole, non sempre segue criteri trasparenti.
In realtà oggi in molte regioni del Nord, dove i posti di sostegno sono maggiori, l’unificazione delle aree viene messa già i pratica. Infatti accade spesso che all’esaurirsi dei docenti di un’area le cattedre restanti vengano fatte confluire sulle altre aree, incrociando le graduatorie. Per cui una cattedra riservata ad esempio ad un docente di AD01 o AD04 venga destinata ad un docente della altre due aree.
Molto probabilmente l’unificazione delle aree si è resa necessaria anche in vista dei corsi di ”riconversione professionale” relativi ai docenti in esubero. Docenti che, nella maggior parte dei casi, confluirebbero sull’area AD03, penalizzando non solo i docenti precari ma anche i docenti di ruolo che rischiano di perdere la continuità nella scuola in cui insegnano e ciò determina un grave danno soprattutto nei confronti degli alunni disabili che ogni anno rischiano di cambiare il proprio docente.
Tale legge, quindi, rappresenta secondo me, la soluzione migliore in quanto creerà benefici non solo agli alunni, grazie ad una maggiore continuità didattica, ma anche agli insegnanti stessi che non verranno più, come accennato precedentemente, ”scavalcati” da docenti con punteggi minori.
(Pasquale Rescigno)

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