Lavoro agile o congedo straordinario per docenti con figli di età inferiore ai 16 anni

Con una nota inviata agli Usr e ai dirigenti il Ministero ha chiarito quanto previsto dal Decreto Legge 28 ottobre 2020 n. 137 (c.d. Decreto Ristori) che all’art. 22 ha previsto misure di sostegno alle famiglie.

Nel caso in cui un figlio minore di 16 anni sia sottoposto a quarantena, oppure in caso di sospensione dell’attività didattica in presenza, sono previste forme di incentivo al lavoro agile e nel caso questo non sia possibile si può ricorrere al congedo straordinario retribuito al 50%.

La nota Ministeriale raccomanda di incentivare il più possibile e nei limiti consentiti dalla normativa il ricorso al lavoro agile. Nel caso dei docenti è interpretabile con la possibilità di effettuare la DAD da casa e non recandosi a scuola.

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Sull’imbarazzo (mio) in merito all’educazione civica

A scuola non si parla a sufficienza di didattica. Sfrutto il mio imbarazzo per fare alcune considerazioni, nella speranza che portino a risvolti didattici. Il mio imbarazzo è dovuto al fatto che non so bene come comportarmi, in quanto leggo spesso, nelle direttive che arrivano dall’alto e nel modo di applicarle, molto conformismo. La scuola non deve essere né dissidente né conformista, deve essere obiettiva e neutrale.
In merito all’educazione civica, si propongono attività sulla Costituzione. Va benissimo, anzi, è il punto di partenza irrinunciabile. Ma che taglio diamo? Impossibile parlare della Costituzione senza fare considerazioni politiche (che non vuole dire di parte). La Costituzione italiana è frutto di scelte politiche ben precise, di tipo progressista, atte a promuovere un’emancipazione sociale. Ciò la rende un documento scomodo in questa fase storica, in quanto prevalgono forze restauratrici, almeno per quanto riguarda la questione sociale. Dunque, come affrontiamo l’argomento? Una fredda elencazione degli articoli? Non penso serva a nessuno.
Se facciamo una semplice analisi per esempio dell’articolo 1, articolo immodificabile se non tramite un vero e proprio colpo di stato, ne viene necessariamente una lettura critica.
L’articolo 1 è completamente disatteso, causa la non applicazione dell’articolo 3 e 4 (e vari altri).

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Una parodia di un documento partorito da una “task force” sulla scuola

L’associazione ROARS pubblica un divertissement inviato da un lettore, che si è cimentato in un pastiche che imita lo stile “smart” dei documenti prodotti dalle task force governative.

Un assaggio:

La scuola del futuro si può fare già da domani, che non vuol dire che sarà realizzata ma che qualunque cosa scelgo oggi, andrà in quella direzione. Siamo a buon punto, lavoriamo velocemente ma non in fretta. Futuri improbabili, ma possibili insegnano ad essere preparati a situazioni imprevedibili. Il nostro goal è fornire un metodo attraverso cui dare modo a ragazzi tra i 14 e i 24 anni e insegnanti di leggere e scrivere il futuro”.

Lettura integrale su
https://www.roars.it/online/il-nostro-goal-insegnare-futures-literacies-e-group-thinking-in-una-scuola-illiberalmente-partecipativa/

Tutti promossi, la scuola perduta

Finalmente l’anno scolastico colpito dall’emergenza sanitaria del Covid 19 è arrivato al termine e con esso i consigli di classe per lo scrutinio della valutazione degli studenti. La nostra Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha emesso a maggio un ordinanza che disciplina la valutazione di quest’anno.
[…]
“Non ci sarà il 6 politico”, tuonava la ministra solo un mese fa e poi tutti ammessi alla classe successiva con la foglia di fico chiamato Piano di Apprendimento Individuale (PAI), altra sbobba burocratica per i docenti, nel quale si inseriscono tutte le materie e i relativi contenuti da recuperare, come e quando non è dato sapere […]

Lettura integrale su
https://www.stradeonline.it/istituzioni-ed-economia/4249-tutti-promossi-la-scuola-perduta-la-colpa-pero-non-e-del-covid

Didattica a distanza: problemi di comunicazione scuola famiglia

In questi giorni capita spesso a docenti di subire rimostranze in “consigli telematici” in cui sono invitati genitori che si sentono in diritto di sindacare sull’operato.
Capita inoltre che rappresentanti dei genitori inviino email con elenchi di richieste, spesso indirizzate a singoli docenti, che i dirigenti inoltrano ai rispettivi consigli di classe affinché si adeguino.
Prendendo spunto da una di queste email, ho scritto le seguenti riflessioni.
Le rimostranze dei genitori dimostrano chiaramente che noi stiamo sbagliando almeno a due livelli: quello comunicativo e nell’utilizzo degli strumenti.
A livello comunicativo stiamo dando (non solo le singole scuole, ma tutta l’informazione) un’idea sbagliata di quello che è possibile fare con la didattica a distanza, cioè che si può tranquillante compensare il fatto di non frequentare materialmente la scuola. Si va addirittura oltre, viene velatamente trasmesso il messaggio che la didattica a distanza può essere migliore in quanto tecnologica e quindi adatta ai “nativi digitali” (difficile immaginare una definizione più sbagliata: in realtà sono analfabeti digitali), più moderna, più vivace. Continua a leggere