Riduzione a 4 anni del ciclo di studi superiore: tutto regolare?

 di Tommaso De Grandis

06 Giugno 2014
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I termini ”sperimentazione” e ”riforma” sono, oramai, il cavallo di Troia per consentire l’ingresso di modifiche strutturali che rischiano di diventare ”stabili” e ”peggiorative” in termini di qualità di erogazione del servizio pubblico scolastico.
Per cui se diciamo ”riduzione a 4 anni del ciclo di studi superiore” forse qualcuno inizierà a preoccuparsi.

Partiamo dall’analisi di un caso concreto, così, cercheremo di capire cosa sta succedendo sulla specifica questione.
In data 20.03.13 un liceo di Bari ha chiesto al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, l’autorizzazione per un progetto di innovazione, ai sensi dell’art. 11 del d.p.r. n.275/1999, per scuole internazionali (!) a curriculum quadriennale denominato ”Liceo Classico Internazionale”. *
In data 8.11.13, prot.n.6015, il MIUR, a firma del Ministro Carrozza, ha autorizzato la suddetta sperimentazione per un quadriennio a decorrere dall’a.s.2014/15.
Per ultimo, con decreto del 4.01.14, prot. n.881, l’USR-Puglia ha insediato un Comitato scientifico composto da dirigenti del MIUR e da professori universitari con funzioni consultive e di proposte per l’organizzazione e l’utilizzazione degli spazi di autonomia e flessibilità, con particolare riguardo al coinvolgimento di tutte le discipline e di tutti gli insegnamenti nel progetto di innovazione, nonchè la predisposizione di una relazione annuale in merito agli sviluppi e agli esiti del progetto.
Alla richiamata richiesta di sperimentazione è stato allegato un quadro orario e un quadro organico dei docenti per ciascun anno scolastico.
Dal menzionato quadro orario si rileva la divisione del corso in due bienni le cui ore settimanali passano dalle 27 ore del corso ”tradizionale” del ginnasio alle 36 ore del corso sperimentale del primo biennio e dalle 31 ore settimanali del liceo ”tradizionale” alle ore 36 del secondo biennio sperimentale.
Il quadro orario ha, quindi, dovuto sovraccaricare gli studenti di 9 ore in più settimanali nel primo biennio e di 5 ore in più nel secondo biennio.
Dal punto di vista metodologico tale nuovo assetto è stato realizzato secondo una modalità definita ”Didattica integrata” che, come riportato nel citato allegato, ha privilegiato ”un processo integrato di apprendimento interdisciplinare e transdisciplinare, in un’ottica costruttivista e dinamica”, queste le testuali parole della relazione esplicativa alla sperimentazione.
La suddetta didattica è stata poi spiegata in aree di intervento interdisciplinare chiamate: Geostoria-Lingua e cultura straniera; Lingua e Letteratura italiana-Lingua e Cultura Latina; Lingua e Cultura Greca- Lingua e Cultura Latina; Storia-Lingua e cultura straniera.
Per cui, pare, che la richiamata ”Didattica integrata” compensi le ore che vengono perse dalla riduzione a 4 anni del ciclo di studi.
In disparte la valutazione della cd. ”Didattica integrata” per il recupero dell’anno (probabilmente) perso che lascio alla riflessione e al contributo di chi vorrà intervenire sulla questione, concludo con qualche obiezione attinente alle modalità attuative della riduzione del ciclo di studi:
1- Il Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione, non avrebbe dovuto esprimere un parere a proposito, ai sensi del d.lgs.233 del 1999, anche alla luce della sentenza nr.8843/13 del Tar del Lazio?
2- Un decreto ministeriale può disattendere le prescrizioni dell’art.64 della L.133/08, riguardanti l’iter procedurale del piano di intervento che ha stabilito che per i licei il percorso di studi deve essere di 5 anni?
3- Ai sindacati non è nemmeno dovuta l’informativa successiva a riguardo?

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*Di questo, il nostro giornale ha dato notizia nel numero di febbraio 2014 con l’ articolo di Giovanni CalòIl Liceo Classico in 4 anni? Formazione ”Al Microonde”…

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