Insegnare stanca…

Da PROFESSIONE DOCENTE FEBBRAIO

02 Febbraio 2014 (3.1 MiB, 1499 downloads)

La Gilda di Bologna apre uno sportello di ascolto per contrastare il burnout dell’insegnamento

di Redazione

Nell’assemblea – convegno dell’11 dicembre 2013, tenutasi nel Convento S. Domenico, il Coordinatore provinciale della Gilda degli insegnanti di Bologna, Giovanni Cadoni, ha presentato il progetto contro il burnout degli insegnanti.

Si tratta di un’iniziativa concreta, a carico dell’Associazione e aperta agli iscritti della provincia, per affrontare, non solo con riflessioni e segnalazioni, un fenomeno di disagio conosciuto e trattato dalla ricerca mondiale: lo stress da insegnamento (aggiungeremmo noi anche da burocrazia, da operazioni inutili, da tempo perso sottratto all’ insegnare e così via…).

Nasce così uno sportello di ascolto, a cura di una psicologa, esperta in questioni scolastiche che Giovanni Cadoni, così presenta nella lettera inviata agli iscritti:
Cari docenti, con questa comunicazione diamo avvio all’iniziativa anticipata nel corso dell’assemblea sindacale ”INSEGNARE STANCA?! – Imparare a gestire lo stress d’aula”. 
L’IDEA, forse utopica, nasce dal desiderio di ‘Stare Tutti Bene a Scuola’. 
Nel mondo della scuola siamo continuamente pressati da molteplici richieste, siamo spesso in prima linea a trovare risposte a questioni che non sempre hanno a che fare con il nostro ruolo di docenti. 
In un’Italia in veloce evoluzione verso una società post-industriale, multietnica e multiculturale non è più sufficiente e non è corretto demandare ogni onere educativo alla sensibilità, pur preziosa, di chi si occupa anzitutto di insegnare. 
Siamo insegnanti, formatori e, nel contempo, pedagogisti, psicologi, assistenti sociali, manager … 
E’ davvero sempre più complicato! 
L’IDEA si è sviluppata per rispondere ad un’esigenza percepita e manifestata dall’interno del nostro mondo. Si vuole creare uno spazio di ascolto capace di promuovere e facilitare la consulenza, il confronto, il consiglio, il supporto. 
Per migliorare la conoscenza delle dinamiche che intervengono nell’interazione e facilitare la lettura delle relazioni interpersonali e per prevenire il disagio. 
L’IDEA è lo Sportello d’ascolto. Una professionista, la dottoressa Eleonora Motta, psicologa e psicoterapeuta vicina al mondo della scuola per esperienza professionale, ci aiuterà ad affrontare questa nuova scommessa.’


Il Convegno ha avuto vasta eco sulla stampa locale e nazionale (La Repubblica, Tecnica della scuola, Libero). Di seguito una sintesi della Cronaca apparsa in Tecnica della scuola


Gli approfondimenti nel Convegno
Vittorio Lodolo D’Oria, medico del lavoro e autore di diverse pubblicazioni sullo stress da lavoro correlato dei docenti ha sostenuto: ”Gli insegnanti vivono una tipologia di rapporto con l’utente unica che si protrae tutti i giorni e più ore al giorno, per nove mesi all’anno e per cicli di tre o cinque anni’. In un contesto in cui ‘l’alleanza tra le agenzie educative, cioè famiglia e scuola, è completamente saltata‘: in altre parole, di fronte a ciò che ottiene e combina l’alunno, il ‘genitore si considera sempre innocente’. Dall’altro lato, un docente che in media ha 51 anni e nell’82% dei casi è donna: dunque incide anche la menopausa, ha sostenuto D’Oria, per una categoria che svolge un lavoro ‘psicofisico usurante‘ e, dunque, risulta ‘fortemente a rischio‘.

In Italia non esistono dati specifici ma basti pensare che in Inghilterra, ad esempio, quella degli insegnanti è la categoria ‘a più alto rischio suicidio di tutte le altre’. Tra le cause di inidoneità al lavoro, poi, quelle psichiatriche rappresentano ben il 64% del totale, incidenza ‘maggiore di cinque volte rispetto alla disfonia ma questa è riconosciuta come causa di servizio e le prime no‘. Una situazione distribuita ‘quasi in modo uguale nei diversi ordini di scuola’, ha proseguito il medico, segnalando che tra gli insegnanti aumenta anche il rischio oncologico, perchè ‘la depressione porta con sè anche immunodepressione‘. Per giunta, di fronte a questi elementi i dirigenti sono ‘completamente impreparati‘. Tutto ciò in barba ai ‘maledetti stereotipi’ sugli insegnanti, ha concluso conclude D’Oria: più che dei famosi ‘tre mesi all’anno di vacanza‘, bisognerebbe parlare di vera e propria ‘convalescenza‘.

Gianluigi Dotti, responsabile del Centro studi nazionale della Gilda, ha precisato che di fronte a genitori sempre più ‘aggressivi‘, è necessario che l’opinione pubblica ‘si liberi della visione studentecentrica‘,ed ha sottolineato che occorre ‘spostare l’attenzione anche sulla figura e la professione dei docenti, perchè sono loro che si occupano dello studente, lo educano e lo fanno crescere‘. Si tratta, dunque, di ‘prevenire il disagio, fornire formazione adeguata e strumenti e ambienti di lavoro idonei, obiettivi compatibili con le risorse‘.
La psicologa, Eleonora Motta, ha rivelato: ”Riscontro innanzitutto un senso di enorme solitudine parlando coi professori e lo sportello non è pensato come uno spazio terapeutico ma di ascolto. Un’occasione per trovare una persona che proverà a starvi al fianco per aiutarvi a trovare e sperimentare strategie per la soluzione dei problemi’.

Una ‘scommessa importante’, l’ ha definita Renza Bertuzzi, responsabile di ‘Professione docente‘, il mensile della Gilda: un progetto che ‘va nella direzione di considerare gli insegnanti come attori del cambiamento e non solo oggetto di qualcosa che subiscono‘.

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