Diversamente abili ed Esami di Stato: le omissioni colpevoli

Un vuoto di attenzione e di cura delle istituzioni nazionali per ogni allievo diversamente abile e per i docenti che hanno lavorato e collaborato intorno a quell’allievo.
di Elisabetta Romano

06 Giugno 2014 (3.5 MiB, 1056 downloads)

Da un paio d’anni le Commissioni per gli Esami di Stato hanno la loro piattaforma online, che permette di inserire, parallelamente ai verbali d’obbligo, una serie di dati ”in itinere” relativi ai diplomandi.

Successivamente alla prima prova, ad esempio, la piattaforma chiede di inserire, per ogni candidato, la tipologia della prova scelta: si apre un menu a tendina, con le quattro tipologie previste dall’esame scritto di italiano.

Penserete: ”Che bello! Così si hanno dati da elaborare in tempo reale”. Peccato invece: un’altra occasione persa sulla strada del riconoscimento di presenza reale di studentesse e studenti diversamente abili.

Per i candidati diversamente abili con sostegno e con programmazione differenziata, la commissione d’esame elabora, nei giorni immediatamente precedenti l’inizio degli esami, con la presenza dell’insegnante di sostegno, prove differenziate adatte alle reali competenze conseguite dall’allievo. Si tratta di prove quindi che nulla hanno a che vedere con quelle ministeriali, ma che si configurano come prove valide a tutti gli effetti, relativamente al percorso individualizzato compiuto durante il quinquennio.

Nel menu a tendina, a parte le tipologie istituzionali, non vi è neanche un miserabile ”altro” per dare un senso e una definizione a prove strutturate per lo studente/studentessa diversamente abile. Quella casellina rimane desolatamente vuota. La stessa cosa succede per la seconda e terza prova.

Un vuoto che non è solo formale, ma che denuncia il vuoto di attenzione e di cura delle istituzioni nazionali per ogni allievo diversamente abile e per i docenti che hanno lavorato e collaborato intorno a quell’allievo.

Ecco, desolatamente, contro cosa si sbatte la faccia: piccole omissioni, potremmo definirle, se paragonate ad altre macroscopiche mancanze. Piccole, forse, ma non inesistenti, non ininfluenti. Dietro quella casella vuota c’è un individuo, una giovane donna, un giovane uomo, di cui il ministero non conoscerà mai la scelta compiuta, la prima di una lunga serie di scelte che rimarranno in ombra, quasi a prefigurare una vita futura di cittadina/o di ”serie B”.

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