Gilda così propone su docenti ed edilizia scolastica

di Redazione

05 Maggio 2014 (3.9 MiB, 1298 downloads)

Due sono stati gli appuntamenti politici a cui la Gilda-Fgu ha partecipato con proprie analisi e proposte. Il primo è stata la ”Giornata di ascolto del mondo della Scuola”, organizzata dal Partito democratico a Roma, il 10 marzo 2014 e il secondo il Convegno nazionale sull’ edilizia scolastica, organizzato sempre dal PD, a Rivoli (TO) il 28 marzo.
NEL PRIMO,
la Gilda ha portato ”lo specifico della condizione docente, partendo dal vissuto degli insegnanti. Questa prospettiva che i decisori politici è bene conoscano, e con la quale è necessario che si confrontino, non ha coloriture corporativistiche perchè l’attività professionale dell’insegnante, per riconoscimento unanime di tutta la letteratura scientifica in materia, è l’elemento decisivo di una scuola di qualità.”
Tra le proposte, contenute nel Documento – che si legge integrale in www.gildains.it- quelle già avanzate dalla lettera aperta al ministro della Pubblica Istruzione, del Coordinatore nazionale, Rino Di Meglio e pubblicata nel numero scorso del giornale (Stipendi europei. Stabilizzazione dei precari, Lotta alla Burocrazia. Soluzione per le Classi Pollaio. Integrazione degli stranieri. Interventi contro l’ anzianità del corpo docente) e le seguenti:

– Questione docente. La valorizzazione della docenza attraverso l’istituzione di un contratto specifico (area separata della docenza) che riconosca la peculiarità non impiegatizia della professione docente. In questo modo si potrà ricondurre la funzione docente ad un’area specifica che precisi autonomia e responsabilità, ne definisca il profilo, riconosca la professionalità richiesta anche dalle nuove forme per la Formazione iniziale dei docenti.

– Consiglio superiore della docenza. L’avvenuta soppressione del CNPI ripropone il tema della rappresentanza dei docenti. Le sue funzioni: quella di pronuncia sugli atti del Ministero e di pareri su proposte di legge, in un’azione di consulenza tecnico-professionale, e quella di pronuncia sugli atti disciplinari intrapresi nei confronti degli insegnanti, in un’azione di controllo e garanzia che sono ora senza un organismo di riferimento. Con il Consiglio superiore della docenza si recupererebbero le due funzioni attraverso la partecipazione attiva e propositiva dei docenti in un organo di democrazia rappresentativa.

– D.Lgs 165/2001 e D.Lgs 150/2009. La necessità di svincolare il comparto scuola, con particolare riferimento alla funzione docente, dal sistema di contrattazione previsto dal D.Lgs 165/2001 e dal D.Lgs 150/2009, così come già previsto per altre categorie di pubblici dipendenti che svolgono funzioni di rilevanza istituzionale, è legata al fatto che la scuola pubblica statale svolge una funzione istituzionale. La logica della privatizzazione del rapporto d’impiego, all’origine dei due decreti, ha prodotto il rafforzamento gerarchico della dirigenza scolastica che spesso sembra ancora incapace di creare un clima di collaborazione fattiva con il personale limitandosi a decretare e a comminare ordini di servizio, la frammentazione delle rsu di scuola (con la presenza di più di 8.000 contratti integrativi che frequentemente accentuano disparità di trattamento per funzioni analoghe) , il rafforzamento del fondo d’Istituto e, più in generale, una campagna ideologica per l’aziendalizzazione della scuola, che mette in discussione il fondamento della scuola pubblica statale e promuove la sua trasformazione da istituzione costituzionalmente riconosciuta a quasi-servizio costringendo i docenti ad un ruolo sempre più impiegatizio e passivamente esecutivo.

NEL SECONDO
Quale edilizia scolastica? Convegno nazionale del PD: le nostre considerazioni e proposte


Il giorno 28 marzo a Rivoli (TO) si è svolto il convegno nazionale organizzato dal Partito Democratico sui temi dell’edilizia scolastica. Il governo Renzi ha messo come priorità del suo intervento proprio i finanziamenti per l’edilizia scolastica con importi importanti (si calcola dai 2 ai 3,5 miliardi di euro) Per questo la FGU-Gilda degli Insegnanti ha partecipato al convegno portando concretamente un suo contributo che è sintetizzato in alcune considerazioni partendo dal principio che non si può parlare di edilizia scolastica senza avere un quadro chiaro di quale funzione debba avere la scuola statale nel nostro Paese, cosa che appare ancora molto confusa o oggetto di interpretazioni contraddittorie. Queste le nostre proposte in sintesi:

Sentite le relazioni e il dibattito delle associazioni invitate sembra però che manchi ancora una vera riflessione su un idea di scuola condivisa all’interno di alcune componenti del PD che appaiono ancora troppo legate alla visione berlingueriana (di Luigi, ovviamente….) di scuola-azienda-servizio (con la equiparazione della scuola pubblica alla privata) e alla mitologia fondata acriticamente sulla figura di Don Milani (con fantasiose proposte di scuola-centro sociale). Ma è indiscutibile che finalmente il primo partito di governo si faccia carico di aprire un dibattito serio sulle varie complesse tematiche che interessano l’istruzione e il sistema educativo statale. Confidiamo che nella logica del ”fare” per fare presto non si perdano di vista le ragioni di fondo che dovrebbero garantire non solo il ”servizio scolastico”, ma soprattutto valorizzare la scuola statale come Istituzione della Repubblica.

Queste alcune proposte ( la relazione completa si trova in www.gildains.it)

– Gli edifici scolastici, in virtù della loro prioritaria funzione, a nostro avviso, sono e devono essere considerati beni pubblici. Ciò significa che la prospettiva primaria deve essere orientata agli usi scolastici, contemplando aule idonee, luminose e ampie, spazi personali per i docenti, comodi e forniti di tutte le condizioni necessarie ad un insegnamento efficace (cablatura degli edifici, postazioni di biblioteche, di PC, tavoli di lavoro e armadietti capienti ), servizi igienici moderni e funzionali. E’ importante inoltre, pensare a spazi per accogliere gli studenti per il libero studio e per le attività laboratoriali. Serve infatti valorizzare la didattica attiva prevedendo la presenza di laboratori veri e funzionanti con personale dedicato.

– Inoltre, nella prospettiva in cui la scuola funga da punto fondamentale di promozione culturale per il territorio, è necessario prevedere spazi aperti da offrire ad associazioni, enti ed istituzioni nei periodi extrascolastici. Per questo devono essere ripensati anche gli spazi comuni come le aule più grandi, le biblioteche, i laboratori e le palestre , che dovrebbero essere progettati come spazi aperti e flessibili superando la logica della progettazione tradizionale per la quale l’edificio scolastico è di fatto pensato come mero contenitore di contenitori modulari (classi). In questo senso sono apprezzabili le recenti indicazioni sull’edilizia scolastica licenziate dalla conferenza Stato-Regioni che pongono le basi per una immagine della scuola innovativa, intesa come centro di proposte e attività culturali rivolte non solo agli studenti ma anche a tutti i cittadini. E’ da evitare pertanto che prevalga negli interventi strutturali solo la logica semplicistica della mera manutenzione unita a qualche intervento ”innovativo” (cablatura, pannelli fotovoltaici, coibentazione degli edifici, ecc.) che può avere immediati effetti di stampo keynesiano attivando in tempi brevi il lavoro nell’edilizia e nell’indotto, ma che nel medio-lungo periodo impedisce un pieno utilizzo realmente efficace degli edifici scolastici anche in un’ottica di apertura extra o post scolastica.

ALLEGATI