Ebbene sì, i sindacati servono ancora…

A margine dell’ articolo pubblicato nel numero di gennaio
di Nino Tindiglia

06 Giugno 2014 (3.5 MiB, 1080 downloads)

Facendo seguito all’articolo scritto da Dotti e pubblicato nel n° 1 di gennaio 2014 di questo egregio giornale dal titolo ”Servono ancora i sindacati?! In particolare la FGU_Gilda degli Insegnanti…” io rispondo convinto SI!!

Nelle assemblee questa domanda seguita dal ”non ho più fiducia nei sindacati” emerge, ma poi, dopo un’attenta discussione, i colleghi si convincono che la nostra associazione, a differenza degli altri soggetti in campo, ha senso di esistere (lo dimostra il fatto che siamo in crescita di iscritti), perchè, soprattutto in questi ultimi tempi, la presenza della Gilda ha portato all’attenzione di politici e dell’opinione pubblica la questione degli insegnanti in particolare, e della scuola in generale. Ha lottato per far cambiare o a rinviare alcuni disposti normativi (vedi riforma organi collegiali, legge Aprea), a recuperare gli scatti di anzianità, ed altro.

Personalmente sono ancor più convinto dell’importanza del nostro ruolo nelle scuole dal fatto che tutte le volte che intervengo nel collegio docenti della mia scuola, il mio DS con cui ho un ottimo rapporto personale e professionale, anzichè controbattere le mie opinioni nel merito mi taccia di essere un sindacalista quindi di parte nel difendere le posizioni di colleghi (non tutti) che criticamente discutono alcune decisioni.

Gli eventi che si susseguono nel mondo sono ciclici, si ripetono, anche se non nello stesso luogo e con le stesse persone, nella stessa intensità e con gli stessi risultati.

Analizzando la storia del sindacalismo nel mondo, si nota che esso inizia sempre con una persona o un gruppo di persone, che rischiando la propria libertà, la propria vita, lottano e pongono le basi future per migliorare lo status della categoria che si intende rappresentare. Questo piccolo nucleo cresce fino a coinvolgere molta parte della società. Oggi assistiamo alla nascita del sindacato libero in Cina così come lo è stato Solidarność in Polonia, novità importanti perchè in questi paesi le forme sindacali di tutela dei lavoratori sono un’espressione del regime che così controlla i lavoratori. In Italia, storicamente i sindacati confederali sono stati espressione molto spesso dei partiti, infatti non è un caso che molti segretarig enerali di questi sindacati siano confluiti nei vari partiti di riferimento.
La Gilda, sindacato libero di categoria, è nata insieme al movimento dei COBAS degli anni fine ‘80 e si è subito differenziata perchè ha avuto come scopo quello di rappresentare gli insegnanti fino ad allora lasciati nel grande calderone dei sindacati generalisti che vogliono rappresentare tutti. Per questo responsabili, lo possiamo affermare, di aver consentito la deriva impiegatizia di una professione tutelata dalla Costituzione e che si sono sempre opposti all’area separata di contrattazione.

Noi della Gilda non siamo espressione di partiti o gruppi politici. Siamo autenticamente indipendenti. Non abbiamo carrozzoni da tutelare o posti da difendere; finito il nostro impegno nel sindacato si va a casa, magari a coltivare zucchine, con la soddisfazione di poter dire c’ero anch’io, ho contribuito a difendere gli insegnanti, la mia famiglia.

Per questo chiediamo ai colleghi di sostenerci, di darci la forza numerica, di poter essere sempre più rappresentativi. Adesso e fra poco, quando si andrà a votare per il rinnovo delle RSU. Prenotiamo sin da oggi il loro voto e magari il loro impegno diretto.

ALLEGATI