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COMUNICATO
Giorno 14 settembre a Palermo, audizione dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali
della scuola e delle associazioni delle famiglie e dei precari presso la V
commissione parlamentare, cultura,
formazione e lavoro dellAssemblea Regionale Siciliana; ordine del giorno: Riduzione degli
organici scolastici ed effetti sul sostegno agli alunni portatori di handicap.
Presenti, oltre agli onorevoli deputati, componenti la commissione, anche il direttore generale dellUfficio scolastico regionale dott. Guido Distefano e lassessore allistruzione e formazione professionale prof. Mario Centorrino, che, accogliendo le pressanti istanze provenienti dal modo della scuola, si era fatto promotore dellincontro.
Il Presidente della commissione onorevole Fausto Maria Fagone ha aperto i lavori introducendo le tematiche ed ha quindi dato la parola allAssessore ed al Direttore Generale per relazionare nel merito.
Lassessore ha delineato la grave situazione in cui versa la scuola siciliana per effetto dei pesanti tagli agli organici ed ha esposto quanto finora attuato per far fronte allemergenza.
Successivamente il Presidente ha invitato singolarmente i rappresentanti sindacali e delle associazioni ad intervenire ed offrire concreti contributi al dibattito per lindividuazione delle problematiche e delle possibili linee dintervento.
Nel merito dei quattro aspetti di criticit sapientemente riassunti dallassessore: occupazione, sicurezza, sostegno allhandicap e qualit del sistema formativo, abbiamo manifestato le nostre preoccupate considerazioni e le nostre richieste:
Quello che stato definito il pi grande licenziamento pubblico di massa e che ha visto la Sicilia in testa a questa classifica negativa con circa diecimila licenziamenti in due anni, sta diventando una vera emergenza sociale nella nostra Regione.
Ci riferiamo a quel personale docente ed ATA, eufemisticamente chiamato a tempo determinato, visto che la stragrande maggioranza ha intrattenuto con lo Stato un rapporto di lavoro spesso anche pluridecennale, che questanno vedr improvvisamente azzerato il proprio reddito senza alcuna speranza per limmediato futuro.
Sar lennesimo colpo alla gi precaria condizione economica della popolazione siciliana, poich, al di l delle doverose manifestazioni solidaristiche, la mortificazione del reddito di una fetta importante della classe media non potr che avere come conseguenza una ulteriore depressione dei consumi e questo non aiuta certo leconomia.
Sulla sicurezza nelle scuole abbiamo fatto rilevare che oltre alla sistematica violazione delle relative norme di legge, la scuola siciliana soffre di gravi carenze strutturali con edifici spesso inadeguati alla funzione; strutture a volte fatiscenti, spesso prive dei requisiti di sicurezza e di salubrit, il pi delle volte non idonee ad accogliere i nostri alunni, molte volte ubicate in edifici acquisiti dalle amministrazioni in regime di locazione, con evidente sperpero di denaro pubblico.
Anche se la Regione non ha competenza diretta nella gestione delledilizia scolastica, la vigilanza sulloperato degli Enti locali e sulluso delle risorse pubbliche afferiscono sicuramente alle responsabilit politiche ed amministrative della massima Istituzione siciliana.
Sullattribuzione dei docenti di sostegno agli alunni portatori di handicap una recente sentenza della corte costituzionale, cui sembra dare esecuzione una nota del Ministero, sancisce che nessun tetto pu essere imposto a tale organico che violi il diritto del disabile ad avere supporto nella misura che emerge dalla documentazione fornita dagli organismi deputati ad accertare stato e bisogni; dove richiesto il sostegno nel rapporto di 1 a 1 tale esso va assicurato fuori da ogni limite predeterminato.
Allufficio scolastico regionale, il quale sostiene che a tale disposizione stata data esecuzione ed stata negata solo in presenza di certificazione non rispondente alla richiesta ed ai requisiti di legge, abbiamo risposto che le segnalazioni che ci pervengono dalle scuole sono di tuttaltro tenore ed evidenziano spesso dotazioni insufficienti alle richieste ed alle necessit.
Se, come afferma lamministrazione scolastica, si sono rilevati abusi nelle richieste, questi vanno perseguiti, ma, non deve verificarsi, come abbiamo appurato, che alcuni alunni in condizioni di gravit si vedano ridotte le ore di sostegno.
Riduzione degli organici, strutture inadeguate, classi sovraffollate, organici costituiti a tappo in unottica meramente ragionieristica, cattedre spezzatino nelle scuole primarie (fino a 7 maestre per classe; alla faccia del maestro unico tanto caro al Ministro della P.I.), uffici damministrazione ridotti allosso, professione docente sempre pi mortificata, non contribuiscono sicuramente a migliorare lefficacia dellIstituzione Scuola.
La qualit dellofferta formativa, gi fortemente compromessa negli ultimi anni rischia di precipitare rovinosamente, privando la Sicilia di quella che la leva fondamentale per lo sviluppo economico e sociale: listruzione e la formazione.
Non cՏ sviluppo senza formazione, non cՏ formazione senza unistruzione di base di qualit, non cՏ istruzione senza una classe docente preparata, motivata e adeguatamente retribuita.
Siamo coscienti che il problema alla radice, in uno Stato che non investe nella Scuola, soprattutto in quella scuola pubblica che ha assicurato finora integrazione, libert di pensiero e solidit di competenze disciplinari. Sappiamo bene che il personale scolastico dipende dallo Stato nazionale e la Regione non ha i poteri per intervenire sui relativi organici, ma la Sicilia una Regione con uno Statuto che consente ampi spazi di autonomia ed ha sicuramente competenze sulla definizione dellofferta formativa.
Ben vengano gli interventi tampone, i progetti cosiddetti salva precari, ed auspichiamo che questanno vengano attuati tempestivamente, ma questi rappresentano un pannicello caldo, una sorta di temporaneo ammortizzatore sociale che pu dare solo un po di ossigeno alle condizioni economiche di molti colleghi e delle loro famiglie in serie difficolt .
Listanza che vuole arrivare al Parlamento Siciliano ed al suo governo, che i rappresentanti della massima Istituzione regionale si facciano carico del problema nella sua complessit, sia attraverso forti pressioni politiche del governo regionale su quello nazionale sia, sul versante legislativo, attraverso ladozione di opportuni provvedimenti di legge a surroga ed integrazione dei carenti interventi nazionali.
Sono anni che la Sicilia aspetta una legge sul diritto allo studio. Nella precedente legislatura sembrava che si stesse per pervenire allapprovazione di un articolato ampiamente elaborato e gi sottoposto allanalisi delle forze sociali, ma rimasto una buona intenzione.
Abbiamo apprezzato la sensibilit allascolto degli onorevoli deputati e del presidente della commissione, che ringraziamo per lopportunit offerta con questa audizione, ed abbiamo raccolto la disponibilit manifestata ed il coinvolgimento di tutti gli onorevoli componenti che con i loro interventi hanno espresso appoggio alle istanze che arrivano dal mondo della scuola e dalle famiglie.
Auspicando che il canale di comunicazione con i rappresentanti del popolo siciliano non si interrompa, ci aspettiamo ora passi significativi che ci dicano che esiste la volont politica di dare soluzione al problema.
Siamo fiduciosi che su questo tema possa convergere linteressamento di tutto il Parlamento siciliano, indipendentemente dallarea politica di appartenenza.
Ci rivolgiamo anche al Presidente ed al governo della Regione; il momento in cui i frequenti richiami alle prerogative autonomistiche possano tradursi in azione forte e concreta in difesa del nostro territorio e del nostro popolo.
Il Coordinatore Regionale
Prof. Filippo Tortorici