Qualche piccolo-grande motivo per presentare candidati e liste FGU- Gilda degli Insegnanti nelle prossime elezioni RSU

Per le RSU di marzo 2015

di Fabrizio Reberschegg

11 Novembre 2014 (3.4 MiB, 1040 downloads)

Tra pochi mesi dovremo tornare a votare per le mitiche RSU di Istituto, istituzioni che, a detta di chi le ha immaginate mutuandole dal settore operaio, dovrebbero garantire democrazie e partecipazione delle relazioni sindacali nelle singole scuole. Dopo più di un decennio l’esperienza delle RSU non è stata certo esaltante. Invece di assistere ad un ampliamento degli spazi di contrattazione abbiamo subìto un loro drastico ridimensionamento soprattutto dopo il decreto Brunetta (D.lgs. 150/09). E’ prevalsa la visione, appoggiata da governi di centro-destra, centro-sinistra, tecnici e di “emergenza”, di una scuola governata dal dirigente-manager che deve “organizzare gli uffici” e comandare sui docenti come se fossero dei semplici impiegati esecutivi in nome del “diritto al successo formativo” degli allievi e degli interessi dei clienti (famiglie e studenti). Purtroppo la deriva cui stiamo assistendo non è mai stata voluta dalla Gilda-FGU ma da altri soggetti sindacali. Non entriamo in polemiche dirette ( che in questo momento di attacco alla funzione del Sindacato, ci paiono dannose) ma chiediamo ai colleghi di riandare con la memoria a tutti quei mutamenti che si sono rivelati nefasti per la scuola e per i docenti e di chiedersi chi li abbia condivisi e appoggiati e chi quindi ne abbia responsabilità. Per esempio:

chi ha sostenuto la grande riforma di Luigi Berlinguer che ha introdotto l’autonomia scolastica di stampo aziendalista e la legge sulla parità scolastica con la quale la scuola privata è diventata miracolosamente parte della “scuola pubblica”? Di sicuro non la Gilda FGU.

Ancora:

chi si è battuto dopo per imporre le RSU di Istituto, immaginando le scuole alla stregua di aziende private? Non la Gilda –FGU che ha sempre proposto una contrattazione su ambiti provinciali o di distretto.

A chi dobbiamo in questo momento i circa 8 mila contratti di Istituto, le 8 mila RSU con 25 mila docenti e ATA mobilitati a contrattare o a fingere di contrattare sul Fondo di Istituto?

Così si è indebolita radicalmente la capacità di contrattazione a causa della autolesionista scelta di frammentare la contrattazione per singole scuole. Si è solo rafforzata la funzione dei dirigenti-datori di lavoro.
La Gilda-FGU continuerà a chiedere a gran voce il superamento delle attuali RSU, ma chiede anche a gran voce ai colleghi di impegnarsi nelle candidature e nelle liste anche per sostenere la funzione della rappresentanza sindacale che appare in pericolo. Continuerà a dare battaglia perché la contrattazione resti in capo alle rappresentanze dei lavoratori nel territorio con caratteristiche che superino l’attuale frammentazione e disomogeneità delle contrattazioni dei singoli Istituti.
Sappiamo molto bene che essere rappresentanti RSU di Istituto può essere una grande fatica, spesso non riconosciuta dagli stessi colleghi della scuola, ma anche questa volta chiediamo ai colleghi di presentarsi come candidati e di presentare liste FGU-Gilda in tutte le scuole. Perché?

– La Gilda da sempre chiede l’area di contrattazione separata tra personale docente e ata. Abbiamo sempre detto, unici tra i sindacati rappresentativi e non solo, che è evidente che la professione dei docenti non può e deve essere equiparata al lavoro impiegatizio del personale ata. Le RSU devono quindi ottenere una fortissima rappresentanza dei docenti perevitare che le RSU diventino di fatto un momento di omologazione tra personale docente e personale ata. Non perché il personale ata sia composto di lavoratori di serie B. Si tratta solo di riconoscere quello che anche i bambini capiscono immediatamente: le regole, gli orari di lavoro, le competenze professionali sono oggettivamente diverse. Diversi devono essere i contratti di lavoro. Altri sindacati sostengono che se ci fosse il contratto separato di Istituto “i lavoratori della scuola” sarebbero più deboli. L’esperienza insegna il contrario. La contrattazione di Istituto si è troppo spesso trasformata in una lotta tra docenti e ATA per spartirsi il già misero fondo di Istituto. La Gilda è sempre stata chiara: il FIS si distribuisce in proporzione al numero di docenti e ata sulla base dell’organico di fatto. Comprendiamo che gli stipendi di gran parte del personale ATA siano stipendi da fame, ma non si risolve tale scandalo cercando integrazioni dal FIS a scapito dei docenti e dei progetti inerenti la didattica.

– Le RSU della Gilda sono sempre state nella quasi totalità composte da soli docenti, mentre le altre organizzazioni sindacali cercano facili consensi presso il personale ata, legittimando a volte dinamiche conflittuali contri i docenti in sede di contrattazione sul FIS.

– La Gilda degli Insegnanti, unica organizzazione sindacale della scuola, non rappresenta per statuto i dirigenti scolastici. Per noi è inaccettabile e scandaloso che un sindacato rappresenti contemporaneamente il datore di lavoro e i lavoratori. succede così solo nei regimi totalitari.
Ma questo ad altri sindacati sembra normale…. Presentare candidati e liste Fgu-Gilda e’ quindi garantire liberta’ e autonomia degli insegnanti nella contrattazione nei confronti dei dirigenti scolastici.

– Proprio per questo motivo, il FIS deve essere gestito a favore di chi lavora nella scuola perché è parte integrante delle loro risorse contrattuali e non appartiene alla dirigenza. Ci batteremo perché il FIS sia utilizzato solo in parte minima per pagare funzioni legate agli aspetti gestionali e amministrativi della dirigenza (collaboratori del dirigente, staff del dirigente, ecc.). Queste funzioni di supporto devono a nostro avviso essere pagare con risorse diverse dal FIS.

– L’elezioni delle RSU sono state imposte anche come elemento per contare la rappresentatività dei sindacati di comparto. Per questo è necessario che in tutte le scuole si presenti una lista RSU della FGU-Gilda. E’ necessario non solo per la nostra sopravvivenza come organizzazione sindacale (serve almeno il 5% dei voti a favore di una lista per garantire la rappresentatività sindacale), ma soprattutto perché i docenti devono dare un segnale di rinnovamento e discontinuità rispetto al passato.

– E’ necessario esprimere un voto che non legittimi lo stato di cose presenti o peggio che non rafforzi la deriva aziendalistica che le ultime riforme stanno sostenendo.

Votare Fgu-Gilda significa garantire sia il rafforzamento dell’unica organizzazione sindacale dalla parte dei docenti perche’ e’ fatta da docenti, sia il principio che la scuola pubblica e’ solo quella statale : non e’ un semplice “servizio” ma una istituzione della repubblica e che deve essere sempre tutelato il dettato dell’art.33 della costituzione a salvaguardia della liberta’ di insegnamento.

Nelle precedenti elezioni RSU abbiamo sempre avuto buoni risultati nelle scuole in cui sono stati presentate liste e candidati della Gilda. Purtroppo non siamo riusciti a presentare liste in moltissime scuole conseguendo risultati certamente positivi, ma ben lontani dalle potenzialità. Abbiamo bisogno di candidature e liste in tutte le scuole.
Dateci una mano per vincere questa battaglia elettorale. Diamoci la possibilita’ di avere una voce autorevole per la difesa della scuola pubblica statale e degli insegnanti.

ALLEGATI

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