L’assunzione dei precari: a carico di chi? O meglio, come rigirare i docenti con una partita di giro

Non ci sono nuove risorse per la scuola, ma una partita di giro: i soldi nel bilancio del MIUR che erano destinati agli scatti di anzianità e alle supplenze brevi e lunghe vengono utilizzati per la stabilizzazione dei precari.

di Gianluigi Dotti

11 Novembre 2014 (3.4 MiB, 1063 downloads)

Fin dal suo insediamento il Governo Renzi ha manifestato un “grande interesse” per la scuola, ricordiamo tutti le molte promesse che lo stesso premier e diversi ministri hanno pubblicamente fatto in questi mesi in occasione delle visite nelle scuole di alcune regioni d’Italia (ad esempio, i 3 miliardi di euro per le “scuole belle”, l’edilizia scolastica).
Allo stesso modo e con grande impegno propagandistico, mercoledì 3 settembre, il Presidente del Consiglio ha presentato il piano per #labuonascuola condensando in un video di 3m e 47s il documento cartaceo di 136 pagine (lo si trova all’indirizzo https://labuonascuola.gov.it/).


La curiosità di vedere in che modo il Governo avrebbe mantenuto gli impegni mi ha portato a leggere tutto d’un fiato il documento appena pubblicato. La speranza era di trovare, bel delineato, il progetto, e le cifre, dell’investimento che il primo ministro ha promesso per la scuola, in particolare, per risolvere il problema del precariato e valorizzare la professione docente.
A pagina 33 del #labuonascuola si quantificano in circa 3 miliardi di euro le risorse necessarie a stabilizzare i 148.100 precari (GAE e concorsi, essenzialmente), ma nulla si dice, esplicitamente, sul reperimento di tale ingente somma.
Ad una lettura più approfondita, tuttavia, si scopre che gli estensori de #labuonascuola in realtà hanno un’idea precisa sul reperimento delle risorse, che però cercano di non pubblicizzare.
Infatti, l’analisi attenta delle cifre e delle proposte contenute nel #labuonascuola non solo ha evidenziato la mancanza delle promesse nuove risorse, ma addirittura ha permesso di rilevare un consistente “prelievo” dagli stipendi dei docenti di ruolo e un taglio sui precari delle supplenze brevi.
Per prima cosa dobbiamo considerare che il blocco dello scatto di anzianità 2013 rappresenta un risparmio (dicesi anche taglio) di 350ml di euro (soldi che non andranno agli insegnanti, ma rimarranno nel bilancio del MIUR).
Vediamo poi che al capitolo 2.3 (pagine 48-57) si introduce la proposta di sostituire gli scatti di anzianità, attualmente contrattualizzati, con gli “scatti di competenza”. Nel caso ciò avvenisse i prossimi tre anni, da settembre 2015 a settembre 2018, non vedrebbero corrispondere alcuna somma per gli scatti di anzianità, realizzando così un risparmio (taglio) di circa 1.050ml di euro.
Un ulteriore risparmio verrà effettuato, a partire dal 1 settembre 2015, con la riduzione delle supplenze lunghe e brevi (immissione in ruolo di 148.100 docenti e “banca ore”) che oggi costano circa 800ml all’anno. Il risparmio (taglio) ragionevolmente computabile dovrebbe essere di circa 250ml per il 2015 e 1.400ml per il 2016-2017.
In questo modo il risparmio (taglio) totale è di circa 3.050ml di euro, che corrisponde quasi perfettamente alla cifra necessaria per la stabilizzazione di 148.100 precari.
Come risulta evidente da questi semplici calcoli il documento #labuonascuola, nel quale troviamo il richiamo alla procedura d’infrazione aperta dalla Commissione europea per la stabilizzazione dei precari (pagg. 36-37) promosso proprio dalla Gilda degli Insegnanti, che è probabilmente il vero motivo per il quale il Governo intende stabilizzare tutti i precari della GAE, non mantiene le promesse di un reale investimento nell’istruzione.
In conclusione, non ci sono nuove risorse per la scuola, ma una partita di giro: i soldi nel bilancio del MIUR che erano destinati agli scatti di anzianità e alle supplenze brevi e lunghe vengono utilizzati per la stabilizzazione dei precari.

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