Invalsi über alles

A settembre andrà a regime il Sistema di valutazione delle scuole, con l’ Invalsi nella parte del leone. Una guida per prestare attenzione ai molti elementi critici.
di Gianluigi Dotti

09 Settembre 2014 (3.3 MiB, 818 downloads)

Dal prossimo 1° di settembre, come annunciato a più riprese dal ministro Stefania Giannini, è intenzione del Governo e del MIUR mandare a regime il Sistema Nazionale di Valutazione delle scuole (SNV) istituito con D.P.R. n. 80 del 28 marzo 2013 “Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione” (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 155 del 4 luglio 2013).

Cosa dice il Regolamento
Il Regolamento, all’art. 2, dichiara che il SNV è costituito con lo scopo di migliorare la “qualità dell’offerta formativa e degli apprendimenti” degli studenti. Tale miglioramento si realizza attraverso la valutazione “dell’efficienza e dell’efficacia del sistema educativo di istruzione e formazione”.
I soggetti del SNV sono:
• l’INVALSI, che ha il compito del coordinamento funzionale di tutto il sistema; in pratica è il ruolo principale perché predispone la scelta, i protocolli e il programma delle visite alle scuole del nucleo di valutazione esterno, definisce gli indicatori di efficienza e efficacia per l’individuazione delle scuole che necessitano supporto (saranno le prime ad essere sottoposte a valutazione), confeziona gli strumenti per l’autovalutazione delle scuole, cura la formazione e la selezione degli esperti dei nuclei esterni (con relativa istituzione di un albo);
• l’INDIRE, con il compito di dare supporto alle scuole nella definizione e stesura dei piani di miglioramento della qualità dell’offerta formativa e degli apprendimenti degli studenti;
• il contingente ispettivo, cioè gli ispettori che partecipano ai nuclei di valutazione esterna formati da un ispettore e due esperti.
Il Regolamento stabilisce che il ministro ogni 3 anni individui “le priorità strategiche della valutazione del sistema educativo di istruzione”, priorità che saranno declinate dall’INVALSi al quale spetta la definizione delle “modalità tecnico scientifiche della valutazione […] sulla base degli standard vigenti in ambito europeo e internazionale”.
Sempre all’art. 2 è specificato che i risultati del SNV serviranno anche ai Direttori degli UUSSRR per valutare i Dirigenti scolastici.

Che cosa succederà il 1 settembre?
Il primo step (1) sarà l’azione di autovalutazione della scuola ad opera di un nucleo di valutazione interno. A questo proposito è fondamentale che il nucleo (per la nomina del quale il Regolamento nulla dice ma nel quale, se si seguirà quanto fatto nella sperimentazione del VALES, sarà inserito di diritto il Dirigente scolastico), comprenda un numero significativo di insegnanti indicati dal Collegio dei docenti. E’ bene quindi che i docenti delle scuole interessate prestino molta attenzione a queste elemento. Il nucleo interno ha l’incarico di stendere un rapporto di autovalutazione utilizzando i protocolli e gli indicatori suggeriti dall’INVALSI e tutti i dati disponibili sulla scuola (compresi: questionari rivolti a docenti, nei quali si chiede anche un giudizio sul Dirigente scolastico, genitori e alunni; i risultati dei test INVALSI o di altri enti; i dati presenti in scuola in chiaro; ecc.).
Il secondo step prevede l’intervento del nucleo di valutazione esterna (formato da un ispettore e due esperti scelti dall’albo formato presso l’INVALSI) che visita la scuola e, sulla base di protocolli definiti dall’INVALSI, stende un rapporto finale di valutazione generale della scuola (compreso il Dirigente scolastico e la parte amministrativa) che tiene conto anche di quanto scritto di autovalutazione prodotto dal nucleo interno.
A questo punto le scuole, definiscono un piano di miglioramento, intervenendo con la pianificazione di azioni relative ai punti di debolezza individuati dal rapporto finale di valutazione. La definizione del piano di miglioramento deve, ad avviso della Gilda degli Insegnanti essere prerogativa del Collegio dei docenti per la parte che riguarda la didattica. Per la definizione del piano di miglioramento sarà possibile richiedere il supporto dell’INDIRE e la collaborazione di università, enti di ricerca, associazioni culturali e professionali.
Infine è prevista la rendicontazione sociale delle istituzioni scolastiche, cioè la pubblicazione e diffusione dei risultati (effettuata attraverso indicatori che permettano di comparare i risultati delle scuole).

La posizione della Gilda-FGU
La Gilda degli Insegnanti è intervenuta, già al tempo della sua costituzione, sulla problematica della valutazione dei docenti e delle scuole.
In particolare ricordiamo a tutti che la nostra Associazione sindacale fu l’unica nel 2000 ad opporsi al “concorsone” a punti di Berlinguer, obbligando il Governo di allora a cassare la norma.
Abbiamo continuato opponendoci all’impianto del 150/2009 (Brunetta), che imponeva alla scuola il sistema di valutazione degli uffici, rivendicando la specificità della professione docente, che per la Gilda degli Insegnanti non può essere considerata alla stregua impiegatizia e, quindi, neppure valutata con quegli strumenti. L’applicazione della norma alla scuola fu sospesa e venne specificato che il sistema di valutazione della scuola e dei docenti doveva avere caratteristiche proprie.
Più di recente la Gilda degli Insegnanti, unico sindacato, ha combattuto anche le sperimentazioni del ministro Gelmini in materia di valutazione: il progetto Valorizza (valutazione premiale dei singoli docenti sulla base del criterio reputazionale) e il progetto VSQ-Valutazione per lo Sviluppo della Qualità delle scuole (valutazione premiale delle scuole in concorrenza tra loro). Per questo i due progetti vennero cassati dal MIUR ancora prima della scadenza del previsto triennio di sperimentazione.
Anche in occasione della discussione e dell’approvazione del Regolamento SNV la Gilda degli Insegnanti è intervenuta (2) segnalando, al Ministro, al MIUR, ai docenti e all’opinione pubblica le criticità della proposta, che tuttavia non sono state affrontate in sede di stesura da parte degli estensori, in particolare ricordo le principali:
– per dar vita ad un sistema di valutazione sono indispensabili risorse economiche significative (così è stato in tutto il mondo mentre in Italia oggi non ci sono i soldi neppure per il contratto e gli scatti di anzianità);
– il ruolo dell’INVALSI nella definizione dei criteri e nell’intera procedura (scelta scuole, scelta esperti, ecc.) risulta eccessivo e c’è il rischio non troppo remoto che questo introduca delle storture nel sistema; si lede in questo modo la libertà dei docenti perché non può essere affidato all’INVALSI il potere di decidere la politica culturale dell’ istruzione in Italia;
– il piano di miglioramento, senza risorse adeguate, diventerà sicuramente un aggravio di impegni burocratici (compilazione di questionari, moduli, ecc.) per i docenti senza un reale miglioramento della qualità degli apprendimenti;
– l’oggettiva debolezza del corpo ispettivo sia in termini numerici che di esperienza nel campo della valutazione;
– l’assenza di norme che regolano la composizione del nucleo di autovalutazione;
– la conseguente, inevitabile, produzione cartacea e burocratica che impegnerà tempo ed energia, sottratti all’ insegnamento.
Oggi un motivo in più ci porta a suggerire una moratoria all’avvio a regime del SNV nell’anno scolastico 2014/15.
Nell’anno scolastico 2012/2013 è iniziata, proposta dal MIUR su base volontaria, in 500 scuole la sperimentazione triennale del VALES, molto simile al SNV.
Si è appena concluso il secondo anno e le scuole sono alle prese con la definizione dei piani di miglioramento (3).
La Gilda degli Insegnanti ritiene importante che il Ministro, il MIUR, i docenti e la comunità scolastica valutino questa sperimentazione alla fine delle azioni previste, cioè il prossimo anno, con il coinvolgimento delle scuole.
Questo permetterebbe di accumulare quell’esperienza necessaria a corregge eventuali inefficienze e storture che si renderebbe utile per l’avvio del SNV, per il quale si chiede una moratoria e il rinvio dell’avvio a regime.

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(1) Per quanto riguarda i tempi delle singole azioni non ci son ad oggi indicazioni, si può ipotizzare, sempre sull’esempio del VALES, che ognuna di loro corrisponda a circa un anno scolastico di attività.
(2) Si veda in:
http://www.gildains.it/news/dettaglio.asp?idcat=100&plug=Valutazione&area=valutazione&id=2760 e http://www.gildains.i/news/dettaglio.asp?idcat=100&plug=Valutazione&area=valutazione&id=2272
(3) Ad ogni scuola per realizzare i piani di miglioramento sono stati inviati 10.000 euro. Inutile dire che questa somma è largamente insufficiente, infatti possono bastare giusto a retribuire i colleghi che per due anni hanno lavorato nel nucleo di autovalutazione.

ALLEGATI

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