#labuonascuola: una riflessione dalla parte degli insegnanti

Sintesi del documento approvato dall’Assemblea Nazionale della Gilda degli Insegnanti, Tivoli, 5 ottobre 2014
Fonte: http://www.gildains.it/

Nel corso del convegno che si è svolto lunedì 6 ottobre al Centro Congressi Cavour di Roma, la Gilda degli Insegnanti ha presentato il documento “La buona scuola che vorremmo“, approvato dall´Assemblea Nazionale il 5 ottobre a Tivoli.

Articolato in sei punti, il contributo della Gilda intende offrire alcuni spunti di riflessioni maturati dagli insegnanti sulle linee guida “La buona scuola” proposte dal governo Renzi per riformare il sistema dell´istruzione in Italia.

Ne pubblichiamo in allegato la sintesi.

Un insegnante è per sempre

La parola a Salvatore Niffoi, docente e scrittore
di Renza Bertuzzi

09 Settembre 2014 (3.3 MiB, 745 downloads)

La cultura e la scuola
La cultura è l’ unico strumento che, gramscianamente parlando, un popolo ha; che un uomo ha, perché la cultura rende liberi. Un popolo senza cultura è un cieco vedente.
Oggi io vedo molti ciechi vedenti frutto di una devastazionedella scuola e del ruolo dei docenti, avviata da parte di certe istituzioni.
Negli ultimi venti anni, è accaduto che all’impoverimento della scuola sia corrisposto un impoverimento e un imbarbarimento della società.

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Gli insegnanti donatori di neuroni

Nuoro, un convegno per premiare Salvatore Niffoi con la Civetta d’oro, II edizione
di Gianfranco Meloni

09 Settembre 2014 (3.3 MiB, 745 downloads)

Venerdì 23 maggio 2014 la Gilda degli Insegnanti ha organizzato, presso l’ITC “S. Satta” di Nuoro, il Convegno Nazionale Gli insegnanti, donatori di neuroni, in occasione del quale è stato consegnato al docente e scrittore di Orani, Salvatore Niffoi, il premio “Civetta d’oro” – 2^ edizione.
Alla manifestazione hanno preso parte il coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio, la vicecoordinatrice, Maria Di Patre, nuorese, a fare gli onori di casa, il dirigente del MIUR Gildo De Angelis, il vicedirettore dell’Ufficio Scolastico Regionale della Sardegna, Francesco Feliziani, il dirigente dell’Ambito Scolastico Territoriale di Nuoro, Pierangela Cocco e il Sindaco di Nuoro, Alessandro Bianchi.

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Quattro o cinque per loro pari sono

Quindici anni di tentativi di ridurre il percorso scolastico in Italia
di Fabrizio Reberschegg

09 Settembre 2014 (3.3 MiB, 745 downloads)

Il piano Scuola del Governo Renzi, portato avanti dalla ministra Giannini, diventata ormai controfigura di se stessa dopo i pessimi risultati elettorali di Scelta Civica, punta ancora sull’ipotesi di riduzione del percorso degli studi primari e secondari di un anno identificando nella scuola secondaria di secondo grado il segmento oggetto del possibile taglio.

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0-6 anni, un progetto per i nidi e la scuola dell’infanzia. Oppure un progetto 0-18 anni?

Un disegno di legge che consolida il sistema pubblico privato, curvato sulle visioni valoriali delle famiglie
di Fabrizio Reberschegg

09 Settembre 2014 (3.3 MiB, 745 downloads)

Zero – sei anni non è solo una linea di abbigliamento per bambini della Benetton, ma è anche il fondamentale segmento di vita delle bambine e dei bambini che potrebbero/dovrebbero frequentare una offerta di servizi integrati da zero a sei anni inseribile all’interno del contesto della formazione e dell’istruzione. Si parla quindi di asili nido e di scuole dell’infanzia, volgarmente dette scuole materne. La senatrice Puglisi, già responsabile del Pd per la scuola (in qualità di genitrice…) nella precedente legislatura ha presentato recentemente un disegno di legge (A.S. n. 1260) finalizzato ad inserire in un sistema integrato di educazione e istruzione gli attuali nidi e le attuali scuole dell’infanzia per garantire il diritto delle bambine e dei bambini alla pari opportunità di apprendimento.

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I costi standard per la scuola

Linee di tendenza di politica scolastica già tracciate: verso la parità effettiva delle scuole (ignorando la Costituzione)?
di Fabrizio Reberschegg

09 Settembre 2014 (3.3 MiB, 745 downloads)

“Istituire una scuola paritaria in Italia è un diritto e non una facoltà, né tantomeno una concessione statale, come vorrebbe qualche magistrato. Lo Stato deve assicurare a queste scuole la piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quelli delle statali”.
Non è una frase tratta da un tradizionale pensatore della destra liberista. E’ stata detta dall’ineffabile Luigi Berlinguer (PD) in un recente convegno organizzato da Tre Elle. La riforma Berlinguer infatti riconosceva nella parità scolastica uno dei suoi fondamenti, ma per arrivare alla parità effettiva mancavano alcuni snodi fondamentali che stanno per essere sciolti in una assordante assenza di discussione e dibattito pubblico all’interno del pacchetto di riforme costituzionali con il sostegno esplicito di Forza Italia, della Ministra Giannini e di gran parte della tecnocrazia legata al business della formazione e dell’istruzione. . In particolare si vuole introdurre il principio del costo standard per la scuola da cui deriverebbe la possibilità di comparare “oggettivamente” i costi e i relativi finanziamenti alla scuola “pubblica” che, dopo la riforma Berlinguer, comprende anche la scuola privata paritaria e parificata.
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