Professione docente: on line l’edizione di marzo 2016

02 Marzo 2016 (1.9 MiB, 674 downloads)

Ampio spazio al problema di dubbia costituzionalità della Legge 107/2015. Dubbi che il professor Michele Ainis trova plausibili e che elenca e commenta in un articolo riservato esclusivamente al nostro giornale

  • Buona scuola, cattivi pensieri. Di Michele Ainis
  • Scuola e res publica. Di Rino Di Meglio
  • La L. 170/2015, alla prova d´esame della Corte Costituzionale e del diritto dell’Unione europea
  • La mobilità dei docenti al tempo della “buonascuola”
  • La chiamata diretta migliora la qualità dell´insegnamento?
  • Pensione: le condizioni attuali e le prospettive
  • Concorso ordinario 2016: una grande presa in giro
  • Delega 0-6 anni. Per una scuola dell´ infanzia diritto istituzionale e non semplice servizio
  • 1919: recuperare l´arte e ricostruire la scuola
  • Assente lo studio, in questa scuola…
  • Il furfante abile non tramonta mai

Professione docente: on line l’edizione di settembre

In questo numero: il ´48 della Scuola, con analisi e approfondimenti sulla Legge 107/2015, la Buona Scuola

04 Settembre 2015 (2.1 MiB, 726 downloads)

Chiamata diretta e mobilità: il cuore della legge 107. Di Fabrizio Reberschegg – Un piano straordinario “allucinante”. Di Antonio Antonazzo – Assunzione dei precari nella scuola: il vaso di Pandora! Di Raffaele Salomone Megna – La scuola è impossibile senza vitalità culturale, senza passione, senza bellezza e armonia. Intervista a Giulio Ferroni. A cura di Renza Bertuzzi – Alcune considerazioni sul merito e sul demerito nella scuola. Di Fabrizio Reberschegg
Dalla scuola istituzione alla scuola quasi-servizio. Di Gianluigi Dotti – Il pianto di coccodrillo della scuola cattolica. D iFabrizio Reberschegg – Verso una de-schooling society ovvero come destrutturare la società democratica. Di Piero Morpurgo – No a trattamenti sfavorevoli per il docente a part time. Di Anna Maria Bellesia

La guerra dei bambini

I risultati di una secolare educazione all’odio iniziata con il conflitto franco-prussiano del 1870 che fu causa diretta sia della Grande Guerra sia dei totalitarismi che devastarono le scuole del Novecento
di Piero Morpurgo

01 Gennaio 2015 (1.9 MiB, 1017 downloads)

1915: la guerra cambia la scuola. Nei manuali delle scuole elementari si insegna che occorre educare alla disciplina, alla forza, al coraggio, all’ubbidienza perché solo così il bambino potrà diventare un buon soldato (1). Furono persino compilati abbecedari ispirati alle battaglie quali quello pubblicato da André Hellé con il titolo Alphabet de la Grande Guerre (2). Il primo conflitto mondiale fu la “guerra dei bambini”: in Inghilterra almeno 250.0000 furono arruolati, in Serbia morirono 23.000 bambini che ricevettero l’ordine di scappare verso il mare dove la marina italiana ne riuscì a salvare solo 9.000. Continua a leggere

Innovazioni, annunci e proclami: e gli ITP?

Nelle linee guida de #labuonascuola non si trova alcun riferimento alla figura degli ITP
Fonte: http://www.gildains.it/

Studiando le linee guida de #labuonascuola non si trova alcun riferimento alla figura degli ITP, eppure gli Insegnanti Tecnico Pratici (ITP), ai quali sono affidate le discipline di laboratorio negli istituti tecnici e professionali, rappresentano una parte numerosa dei docenti degli istituti delle scuole secondarie di secondo grado.
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Un insegnante è per sempre

La parola a Salvatore Niffoi, docente e scrittore
di Renza Bertuzzi

09 Settembre 2014 (3.3 MiB, 728 downloads)

La cultura e la scuola
La cultura è l’ unico strumento che, gramscianamente parlando, un popolo ha; che un uomo ha, perché la cultura rende liberi. Un popolo senza cultura è un cieco vedente.
Oggi io vedo molti ciechi vedenti frutto di una devastazionedella scuola e del ruolo dei docenti, avviata da parte di certe istituzioni.
Negli ultimi venti anni, è accaduto che all’impoverimento della scuola sia corrisposto un impoverimento e un imbarbarimento della società.

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