12-12-2014 : quando scioperare è un imperativo etico !!!

Il “Popolo” in Italia è sovrano ed esercita tale sovranità secondo le forme ed i limiti stabiliti dalla Costituzione .
Tanto viene sancito dal secondo comma dell’articolo primo della Costituzione Italiana .
Ne consegue che nella nostra democrazia parlamentare qualsiasi decisione è possibile , purchè conforme al dettato costituzionale e le scelte devono essere effettuate nell’unico posto deputato a tanto, il Parlamento della Repubblica Italiana .
E’ incredibile che si debba fare questa premessa, assolutamente scontata solo qualche lustro fa.
Ma dal 16 novembre 2011 l’Italia si ritrova governi che non hanno più alcun mandato elettorale, ovverosia non sono stati eletti in base ad un programma presentato agli elettori, ma sono “governi tecnici” .
Nella Repubblica dell’antica Roma in casi straordinari si ricorreva al “dictator“.
Veniva nominato dai consoli e dal Senato, assumeva il “summum imperium“ e durava in carica per sei mesi .
Ai nostri giorni l’evento straordinario si chiama “crisi economica“, per cui il Parlamento concede la fiducia a governi nominati dal Presidente della Repubblica, senza avere alcun consenso elettorale per quanto legifereranno . E purtroppo non durano solamente sei mesi!
Poichè questa situazione si protrae ormai da lungo tempo, è diventata una gravissima anomalia per la democrazia italiana , come lo sarebbe per qualsiasi altro stato.
Infatti, il Governo non è più espressione della maggioranza degli elettori ed il “popolo sovrano” di fatto viene esautorato dei poteri ad esso conferiti dall’articolo primo della carta costituzionale sopra menzionato . Ma nel contempo si apportano importanti modifiche al nostro assetto legislativo e costituzionale . Questi governi tecnici fanno quello che potremmo chiamare “lavoro sporco“. Lo fanno per conto terzi e senza dover rendere conto ad alcuno, ma solamente a chi li ha nominati.
Ove non bastasse, i governi tecnici succedutisi dal novembre 2011, che possiamo a buon diritto dire di “nominati“, poiché tali sono, hanno anche un ulteriore peccato originale : le maggioranze parlamentari che li sostengono sono state elette anche in maniera illegittima, secondo la sentenza della Consulta del 4 dicembre 2013.
Cionondimeno, adducendo sempre come motivazione forte il tentativo di risolvere la crisi economica che ci attanaglia, tali governi hanno sottoscritto impegni internazionali particolarmente gravosi per i cittadini italiani e tutto nel silenzio più totale dei media e senza che si avviasse il necessario dibattito parlamentare.
Anche il Governo Renzi fa parte di questi governi tecnici, ma ha una ulteriore peculiarità, viene spacciato dai mezzi di informazione come l’unico governo possibile, come l’ultima spiaggia, come l’ultima speranza del popolo italiano.
Orbene, il Capo del Governo, avvocato Matteo Renzi, non siede in Parlamento e ricopre tale carica in forza delle primarie fatte dal Partito Democratico con una consultazione per censo ( con il pagamento di due euro per esprimere il voto ), che ha interessato, brogli a parte, circa 2.800.000 italiani a fronte dei 34.000.000 che si sono recati alle urne nelle ultime consultazioni politiche! Nominato dal Capo dello Stato è, quindi, privo di qualsiasi mandato elettorale ( e non si confondano le elezioni europee con quelle politiche nazionali!).
Questo Governo, che doveva restare in carica lo stretto necessario per approntare una legge elettorale conforme alla Costituzione, cento giorni per l’esattezza, è diventato invece di legislatura, grazie al placet del Presidente della Repubblica, che ha anche approvato a priori il suo programma.
Anch’esso, come gli altri che lo hanno preceduto, vuole fare le “riforme”, poiché costretto dalla crisi.
Tuttavia anch’esso, come gli altri, non ha il necessario consenso popolare, che può essere acquisito solamente passando per le urne.
In buona sostanza, la legittimazione di qualsiasi Governo, viene solo ed esclusivamente dal Popolo Italiano e non dai poteri forti, dalla Confindustria, dal mondo della finanza, dai burocrati di Bruxelles, dagli Stati Uniti d’America.
Fatta questa doverosa premessa, passiamo ad esaminare l’azione svolta dall’attuale Governo.
Cominciamo con il metodo.
L’azione riformatrice viene effettuata “inaudita altera parte”. Le obiezioni mosse dalle parti sociali e dalla tenue opposizione parlamentare, vengono tacciate di conservatorismo .
I Sindacati, almeno alcuni, sono un ostacolo da abbattere .
Ci sono solo certezze . Il “capo” non ha dubbio alcuno. Lo stuolo di giovani Ministri, tutti osannanti ed estasiati, non sono neanche comprimari, ma comparse di seconda fila, ad essere benevoli. Volendo poi dire le cose come stanno, sono solamente inutili.
Nelle leggi proposte ed approvate c’è un uso inopportuno e fastidioso di termini inglesi, anche quando esiste l’equivalente vocabolo italiano.
Ma quali sono le riforme che il Governo Renzi vuole attuare, ribadiamo senza alcun mandato elettorale? Si possono desumere dal D.E..F per il 2014.
Le elenchiamo: riforma della Costituzione, riforma della Giustizia, riforma del Lavoro, riforma della Scuola, (s)vendita del patrimonio statale .
I motivi sono quelli soliti: ce lo chiede l’Europa, così diventiamo più competitivi, lo facciamo per i nostri giovani . Menzogne, solo menzogne!
Non abbiamo spazio per entrare in maniera puntuale nel merito di quanto proposto, ma una cosa è certa: non hanno né il mandato elettorale, né la levatura morale per fare. Stiamo ai prodromi di un colpo di stato!
Se si attueranno le “riforme” ( a nostro parere “controriforme” ) “ictu oculi“ ci consegneranno un’Italia diversa, peggiore, con maggiori diseguaglianze, con una concentrazione della ricchezza in mano a pochi gruppi, senza uno stato sociale e senza quel patrimonio di beni pubblici accumulati in centocinquanta e più anni di indipendenza .
Un’Italia sempre più colonia e sempre meno nazione, con una impostazione iperliberistica e darwiniana della società e senza che vengono affrontate effettivamente le vere cause delle crisi economica, che evidentemente risiedono altrove ( Berlino e Bruxelles ) .
Arriviamo così all’imperativo etico .
La democrazia si uccide anche con l’indifferenza e la menzogna .
E’ quanto sta avvenendo in Italia giorno dopo giorno .
Noi che siamo docenti, che siamo umili servitori dello stato, che rispettiamo le patrie altrui e che amiamo sommamente la patria nostra, abbiamo deciso di non essere né indifferenti né silenti .
Lo facciamo poiché non vogliamo lasciare ai nostri figli, ai nostri nipoti, ai nostri allievi un’Italia peggiore di quella che ci fu affidata dai nostri padri, perchè gli italiani si meritano ben altri governanti ed hanno il diritto di sceglierli senza alcun condizionamento esterno .
E’ per questo motivo etico che il giorno 12 dicembre 2014 sciopereremo.

Lì 09/12/2014
Raffaele SALOMONE MEGNA

 

I Motivi Di Uno Sciopero
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